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Pagina:Annali d'Italia, Vol. 1.djvu/574


e dell’Italia. Scrive Eusebio2970 che sul principio del principato di Costantino i Britanni posti all’Occidente dell’Oceano, si sottomisero al di lui dominio. Non so io dire, se ciò sia un fatto diverso da quanto si è narrato al precedente anno della guerra di Costanzo suo padre coi Pitti e Caledonii.


Anno di Cristo CCCVIII. Indizione XI.
MARCELLO papa 1.
GALERIO imperadore 4.
MASSENZIO imperadore 3.
COSTANTINO imperadore 2.
LICINIO imperadore 2.
MASSIMINO imperadore 1.

Consoli

MARCO AURELIO VALERIO MASSIMIANO AUGUSTO per la decima volta e CAIO GALERIO MASSIMIANO AUGUSTO per la settima.

Durando tuttavia la discordia tra tanti imperadori, continuò ancora la confusione ne’ consolati. Pare che i suddetti consoli fossero pubblicati da Galerio Augusto, che era d’accordo con Massimiano, ma non già col di lui figliuolo e genero suo Massenzio, benchè probabilmente si trattasse di qualche accordo. Di qua venne che in Roma non furono accettati i consoli suddetti pei tre primi mesi. E non essendo seguito aggiustamento alcuno, abbiamo dall’autore del Catalogo dei prefetti di Roma2971, che Massenzio2972 si fece dichiarar console nell’anno presente insieme con Romolo suo figliuolo, il quale è nomato nelle medaglie2973 Marco Aurelio Romolo. Truovasi anche in alcuni Fasti sotto quest’anno Diocleziano console per la decima volta; ma è da credere uno sbaglio de’ copisti, perchè Diocleziano non si volle più ingerire ne’ pubblici affari. La prefettura di Roma fu in quest’anno appoggiata a Stazio Raffino2974. Dopo essere stata lungo tempo vacante la cattedra di San Pietro, in quest’anno fu creato papa Marcello. Contuttochè il padre Pagi2975 pretenda che nell’anno precedente Massimino Cesare prendesse di sua autorità il titolo d’Augusto, tuttavia sembra più probabile che ciò succedesse nell’anno presente. Stava esso Massimiano alla guardia e al governo dell’Oriente. Allorchè egli intese che Licinio era stato promosso, nel dì 11 di novembre, alla dignità imperiale, cominciò forte a strepitare, pretendendo fatto a sè stesso un gravissimo torto, perchè, essendo egli stato dichiarato Cesare molto prima di Licinio, l’anzianità sua esigeva ch’egli fosse anteposto all’altro negli onori2976. Pervenuti a notizia di Galerio questi suoi lamenti, per attestato di Lattanzio, inviò più legati a Massimino per quetarlo, pregandolo istantemente di ubbidire, di accettar le risoluzioni da lui prese, e di cedere a chi era maggiore di lui in età: che tale dovea essere Licinio. Ostinossi Massimino nella sua pretensione, e perciò Galerio si rodeva le dita per aver alzato costui dal fango, e creatolo Cesare con isperanza d’averlo ubbidiente ad ogni suo cenno, quando ora il trovava sì restio e impaziente degli ordini. Andò poi a terminare la faccenda in avere il superbo Massimino, ad onta di Galerio, deposto il titolo di Cesare e preso quel di Augusto, con far poi sapere a Galerio, essere stato l’esercito suo che l’avea proclamato imperadore, senza ch’egli avesse potuto resistere. Queste ambasciate e questo dibattimento, che per la lontananza delle persone richiedeva del tempo, debbono a noi parere bastevoli fondamenti per credere seguita, non già nell’anno precedente, ma bensì nel presente, l’esaltazione di Massimino. Sicchè noi ora abbiamo nell’imperio romano cinque diversi Augusti, Galerio Massimiano, Massenzio, Costantino, Licinio, e Massimino. Lattanzio