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Marco Aurelio Valerio Massenzio. Gli antichi panegiristi2934 cel rappresentano figliuolo supposto al suddetto Massimiano da Eutropia sua moglie, per farsi amare da lui. Così ancora hanno Aurelio Vittore2935 e l’Anonimo Valesiano. Ma se questo non è certo, almen per indubitato sappiamo che Massenzio fu un vero complesso di tutti i vizii, poltrone, eppur superbo al maggior segno, crudele senza pari, ed inclinato unicamente alla malvagità. Tuttochè Galerio gli avesse data molto tempo prima per moglie una sua figliuola, pure per la riconoscenza dei di lui sfrenati ed abbominevoli costumi, nol volle mai promuovere alla dignità cesarea. Dimorava Massenzio2936 in una villa del distretto di Roma, sfaccendato, quando gli venne all’orecchio la disposizione del popolo romano ad una sedizione per timor degli aggravii che lor minacciava Galerio. Diedesi egli a far de’ maneggi coi pochi soldati pretoriani restati in Roma, disgustati appunto di Galerio, perchè gli avea ridotti ad un poco numero2937. Guadagnò alcuni uffiziali, cioè Luciano, Marcello e Marcelliano, con promettere loro mari e monti. Disposto tutto, costoro diedero fuoco alla mina, con uccidere Abellio vicario del prefetto di Roma, se pur non era egli stesso il prefetto. Quindi proclamarono Augusto Massenzio, che tuttavia dimorava in villa, nel dì 27 di ottobre, come s’ha da Lattanzio, oppur, come sostiene il Tillemont2938, appoggiato ad un antico calendario, nel dì 28 del mese stesso. Non si oppose, anzi consentì all’esaltazione di questo novello imperadore il popolo romano, perchè gli fece costui sperare di molti vantaggi, e specialmente la sua residenza in Roma, giacchè la lunga lontananza della corte da quella città riusciva ad essa pregiudiziale non poco. Alla nuova dell’esaltazion del figliuolo, dalla Lucania si accostò Massimiano Erculio a Roma. V’ha chi crede2939 ch’egli fosse molto prima consapevole di quella trama, e pare che anche si opponesse ai disegni del figlio. Ma ben più probabil sembra ciò che scrive Entropio2940, cioè che siccome egli mal volentieri avea deposto lo scettro, e stato continuamente alla vedetta, spiando ed aspettando occasion propizia per ripigliarlo, così ebbe piacere che il figliuolo cominciasse la danza, perchè in tal guisa si preparava a lui il gradino per rimontar sul trono. In fatti dalla Lucania passato Massimiano nella Campania, quivi si fermò2941, e, secondo altri, sen venne a dirittura a Roma con apparenza di assistere al figliuolo, o piuttosto di arrivar a comandare sopra il figliuolo, siccome poi dimostrarono i fatti. Nè molto andò che sovrastando sedizioni in Roma contra di Massenzio, personaggio screditato per i suoi vizii, e scorgendosi necessaria l’autorità di suo padre, amato e rispettato tuttavia dai più dei Romani, pregollo il figliuolo di ripigliar la porpora, e gliela mandò nella Campania2942, oppur gliela diede in Roma, dichiarandolo di nuovo Imperadore Augusto, e suo collega nell’imperio. Dopo essersi fatto pregare l’astuto Massimiano anche dal senato e popolo romano, di buon cuore accettò. Sicchè due Augusti si videro allora in Roma, cioè Massimiano e Massenzio: e due altri nell’Illirico e nell’Oriente, cioè Galerio e Severo; e Costantino Cesare nelle Gallie, nelle Spagne e nella Bretagna. Fu profittevole questa novità ai Cristiani2943, perchè Massenzio ordinò tosto che cessasse nei paesi a lui sottoposti la persecuzione. Quanto a Costantino, una delle prime azioni del governo suo fu di restituire anch’egli dal suo canto la libertà ad