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Pagina:Annali d'Italia, Vol. 1.djvu/550


dalle sue medesime milizie. Così fu restituita le quiete e l’allegrezza alle contrade romane della Bretagna; e i popoli, non per anche soggiogati in essa, un sommo rispetto cominciarono ad osservare verso i Romani. Le Gallie anche esse restarono libere dalle molte vessazioni patite in addietro per cagione di que’ corsari.

A questo medesimo anno, se non falla la Cronica d’Eusebio2788, si dee riferir la spedizione di Diocleziano Augusto contra di Achilleo usurpatore dell’Egitto2789. Tenne egli assediata per otto mesi Alessandria, e, secondo Giovanni Malala2790, le tolse l’uso dell’acqua, con rompere gli acquidotti. Finalmente entratovi, dimentico affatto della clemenza, non solamente tolse di vita il tiranno ed altri suoi complici, ma permise a’ suoi soldati il sacco di quella insigne città, e poi, datole il fuoco, ne fece diroccar le mura. Innumerabili furono coloro che rimasero spogliati delle lor facoltà e cacciati in esilio. Una favola sarà il raccontar esso Malala, che avendo Diocleziano ordinato che non si cessasse di uccidere gli Alessandrini, finchè il sangue loro non arrivasse ai ginocchi del suo cavallo, per accidente nell’entrar egli nella città, inciampando il suo cavallo in un uomo ucciso, si tinse di sangue il ginocchio. Diocleziano allora comandò che desistessero dalla strage, per essersi adempiuto il suo giuramento: perlochè quel popolo alzò dipoi una statua di bronzo al di lui cavallo. Il solo Eumenio da panegirista adulatore esalta la clemenza di Diocleziano, con cui avea data la pace all’Egitto; imperciocchè lo stesso Eutropio2791, oltre ad altri scrittori2792, ci asssicura ch’egli con somma crudeltà trattò que’ popoli. Galerio Massimiano presso Eusebio2793 si truova intitolato Egiziano e Tebaico: indizio ch’egli, siccome il bravo Diocleziano, faticò in quella impresa. Nella Istoria Miscella2794 è scritto che Costantino figlio di Costanzo accompagnò Diocleziano colà, e militando diede più segni del suo valore. Se poi crediamo a Suida2795, in questa occasione fece Diocleziano cercare e bruciare quanti libri potè ritrovare che trattassero d’alchimia, cioè di cangiare i metalli, convenendoli in oro ed argento. Credono alcuni che, prestando egli fede a que’ decantati segreti, volesse levare a que’ popoli i mezzi da ribellarsi. Più probabile è, che, tenendoli per cose vane, siccome sono in fatti, egli cercasse di guarir quella gente da cotal malattia. Quando quei libri avessero contenuto il segreto di far oro ed argento, non era sì corto di giudizio Diocleziano che gli avesse dati alle fiamme: avrebbe saputo ritenerli per valersene in suo pro. Oltre a questo, egli visitò tutto il paese; ed abbiamo da Procopio2796, che avendo trovato un gran tratto di paese nell’alto Egitto confinante coll’Etiopia, o sia colla Nubia, il cui mantenimento portava più spesa che profitto a cagion delle scorrerie che vi faceano continuamente i Nubiani, per via di una convenzione lo rilasciò ai medesimi, con obbligarli a tenere in freno i Blemmii ed altri popoli dell’Arabia, acciocchè non molestassero l’Egitto. Aggiugne Olimpiodoro2797 che Diocleziano, invitato dai Blemmii, andò a divertirsi nel loro paese, e che loro accordò un’annua pensione per averli amici: il che a nulla servì col tempo, essendo troppo avvezzi coloro al mestier del rubare, che tuttavia a’ dì nostri continua in quel paese, altri non essendo stati i Blemmii, se non una nazione d’Arabi masnadieri. Osserva ancora Procopio che in que’ paesi erano miniere di