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Pagina:Annali d'Italia, Vol. 1.djvu/538


Diocleziano contra di tal gente non tardò a spedir Massimiano2707 con assai forze, e questi dopo alcuni combattimenti dissipò quella canaglia, e rimise in pace le Gallie. S’è disputato fra i letterati2708 se questa impresa di Massimiano Erculio appartenga all’anno precedente, oppure al presente o seguente. Probabilmente i lettori non amerebbono ch’io entrassi in sì fatto litigio, e massimamente perchè non è sì facile il deciderlo. Quel sì in che convengono essi eruditi, si è che Diocleziano essendo in Nicomedia, e sempre più riconoscendo quanto egli si poteva promettere di questo suo bravo e vecchio amico, cioè di Massimiano, nell’anno corrente il dichiarò anche Augusto e collega nell’imperio nel dì primo di aprile, per quanto si ricava da Idacio nei Fasti2709. Fu stupenda cosa in que’ tempi il vedere come questi due Augusti, senza legame di sangue, e d’umore l’un dall’altro diverso, pure andassero da lì innanzi sì uniti, o governassero a guisa di due buoni fratelli. Conservava Massimiano quel rustico che egli aveva portato dalla nascita, non meno nel volto che ne’ costumi2710. Il suo naturale era aspro e violento, privo di civiltà e di umanità; si osservava anche dell’imprudenza nei suoi disegni. Diocleziano, all’incontro, siccome furbo al maggior segno, affettava l’affabilità e la dolcezza2711, con lamentarsi anche talvolta della durezza di Massimiano. Ma sapeva valersi della di lui ferocia e selvatichezza all’esecuzion de’ suoi voleri; e qualor si trattava di qualche risoluzion severa ed odiosa, a lui ne dava l’incumbenza e l’onore, sicuro che l’altro, senza farsi pregare, l’avrebbe ubbidito. Il perchè chi mirava le sole apparenze, diceva che Diocleziano era nato per fare un secolo d’oro, e Massimiano un secolo di ferro. Abbiamo inoltre da Lattanzio2712 che Massimiano non si assomigliava già all’altro nell’avarizia, amando di comparir liberale; ma qualora abbisognava di danaro, sapeva anche addossar dei delitti di false cospirazioni ai più ricchi senatori, e fargli uccidere per occupare i loro beni. Parla in oltre Lattanzio dell’insaziabil lussuria di Massimiano, e della violenza che egli usava dappertutto alle figliuole de’ benestanti. Un passo di Mamertino2713 sembra indicare che appena dopo la sconfitta de’ Bagaudi facessero un’irruzion nelle Gallie i Borgognoni, Alamanni, Caiboni ed Eruli, popoli della Germania. Furono anch’essi ben ricevuti da Massimiano che si trovava in quelle parti; pochi d’essi si contarono che non restassero vittima delle spade romane, niuno quasi essendone restato che potesse portar la nuova della rotta alle proprie contrade. Vedesi una iscrizione fatta prima del dì 17 di settembre dell’anno presente2714, in cui Diocleziano porta i titoli di Germanico e Britannico, credendosi questi derivati dalla vittoria suddetta, e da qualche altra riportata dai suoi generali nella Bretagna.




Anno di Cristo CCLXXXVII. Indizione V.
CAIO papa 5.
DIOCLEZIANO imperadore 4.
MASSIMIANO imperadore 2.

Consoli

CAIO AURELIO VALERIO DIOCLEZIANO per la terza volta e MARCO AURELIO VALERIO MASSIMIANO.

Prefetto di Roma2715 fu in questo anno Giunio Massimo, da noi veduto console. Un medaglione illustrato dall’incomparabile cardinal Noris2716, e