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di lui fratello, il quale da alcuni fu creduto, ma con poco fondamento, ornato del titolo di Cesare, ed anche di Augusto, e il giovine Gallieno, di lui figliuolo, già dichiarato Cesare, restarono involti in questo naufragio ed ammazzati nelle vicinanze di Milano. V’ha chi li tiene privati di vita in Roma. In somma noi troviamo strapazzata di molto in questi tempi la storia italiana, senza sapere a chi attenerci senza pericolo di errare. Aurelio Vittore2437 aggiugne che portata la nuova dell’ucciso Gallieno a Roma, il popolo si sfogò con infinite imprecazioni contra di lui; e il senato scaricò l’odio suo contra de’ suoi ministri e parenti, facendoli precipitar giù per le scale gemonie. Claudio succeduto nello imperio, ordinò dipoi che non si recasse molestia agli altri che aveano schivato il primo furore della burrasca. E per far conoscere o dar ad intendere ch’egli non s’era mischiato nella morte di Gallieno, mandò il di lui corpo, per quanto si crede, a Roma, e comandò che un sì screditato Augusto fosse messo nel numero degli dii: il che si deduce da qualche rara medaglia, dove gli è dato il titolo di divo. Ma siamo noi ben certi, che antiche sieno e legittime tutte le medaglie che si chiamano rare e rarissime? Noi certo non leggiamo che Claudio punisse alcuno per la morte data ad esso Gallieno. Dopo la tragedia di questo imperadore, i soldati che l’aveano odiato vivo, mostrarono di compiagnerlo estinto, e ne facevano elogi, con apparenza di formar una sedizione non già per vendicarlo, ma con disegno di dare un gran sacco in tal congiuntura a chi non se l’aspettava2438. Per frenare la loro insolenza, Marziano e gli altri generali si appigliarono al solito lenitivo della moneta. Però loro promisero venti pezzi d’oro per testa, e non tardarono a sborsarli, perchè Gallieno avea lasciato un ricco tesoro. Questa rugiada smorzò tutto il loro fuoco, e concorsero anch’essi a dichiarar Gallieno un tiranno, e ad accettar Claudio per imperadore. Quanto a questo principe, noi il troviamo nominato nelle medaglie2439 Marco Aurelio Claudio, e non già Flavio, come l’intitola Trebellio Pollione; ed oggidì vien comunemente da noi conosciuto e mentovato col nome di Claudio II, e più sovente di Claudio il Gotico. Il suddetto Trebellio2440, che si sforzò di esaltarlo dappertutto, perchè scriveva a Costantino Augusto, la cui avola Claudia era stata figlia di Crispo fratello di esso Claudio, tuttavia non seppe trovare che la nobiltà del sangue fosse un pregio di Claudio. Era egli nato nell’Illirico, cioè nella Dalmazia o nella Dardania, provincie d’esso Illirico, nell’anno di Cristo 214, o nel 215, nel dì 10 di marzo. Le sue belle doti, le sue molte virtù per la scala dei gradi militari il portarono in fine all’imperio. S’egli avesse moglie non si sa: certo non ebbe figliuoli. Due erano i suoi fratelli, cioè Quintillo che succedette a lui nell’imperio, e Crispo, dal quale poco fa dissi discendente per via di una sua figliuola Costantino il Grande. Costantina ebbe anche nome una di lui sorella. Sotto lo imperador Decio cominciò egli la carriera dei suoi onori; e creato tribuno ebbe la guardia del passo delle Termopile, e sotto Valeriano il comando della quinta legione nella Soria, con salario da generale; poscia il generalato dell’armi in tutto l’Illirico. Trebellio Pollione rapporta una lettera di Gallieno, in cui mostra molto affanno dell’esser egli in cattivo concetto di Claudio, e la premura di placarlo; al qual fine spedì ancora molti regali. La verità si è, che tutti gli scrittori2441, e fin Zosimo, benchè nemico di Costantino Augusto, confessano che in questo personaggio concorrevano