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Pagina:Annali d'Italia, Vol. 1.djvu/492


collega, ed ordinando che si battessero monete in onore di lui, delle quali alcune ancora ne restano2394. A molti dovette parere strana una tal risoluzione, perchè restava giustificatamente in mano ad Odenato, principe straniero, tutto lo Oriente; e pure, se dice il vero Trebellio Pollione, il senato e tutto il popolo romano sommamente lodarono questo fatto, probabilmente sperando che andasse a terra l’inetto Gallieno, e che questo valoroso Fenicio avesse poi da rimettere in buon sesto il troppo sfasciato imperio romano. E ciò basti per ora di Odenato. Benchè non si sappia il tempo preciso in cui anche Trebelliano non volle esser da meno di tanti altri usurpatori dell’imperio2395, pure ne parleremo qui. Solamente noi sappiamo che costui, nominato Caio Annio Trebelliano in qualche medaglia2396 (se pur son legittime le medaglie di lui), trovando nella Isauria quel popolo malcontento di Gallieno, e bramoso di un condottiere, prese il titolo d’imperadore, e nella rocca d’Isauria si fabbricò un palazzo. Fra que’ luoghi stretti del monte Tauro si mantenne egli per qualche tempo; ma speditogli contro da Gallieno Causisoleo Egiziano, fratello di quel Teodoto che avea preso Emiliano tiranno dell’Egitto, ebbe maniera di tirarlo a campagna aperta, di dargli battaglia, di sconfiggerlo e di levargli la vita. Ma quei popoli per paura di gastighi continuarono nella lor ribellione e libertà, nè si poterono per gran tempo, e forse mai più, rimettere all’ubbidienza della repubblica romana. Nè pure all’Africa mancarono i suoi disastri2397. Quivi per cura di Vibio Passieno proconsole, e di Fabio Pomponiano general dell’armi ai confini nella Libia, fu creato imperadore un Tito Cornelio Celso semplice tribuno, e vestito colla porpora imperiale da una Galliena cugina del medesimo Gallieno Augusto. Ma non passarono sette dì che costui fu ucciso, il suo corpo dato ai cani, ed impiccata l’effigie sua per opera del popolo di Sicca, il quale s’era mantenuto fedele a Gallieno. Abbiamo un’iscrizione2398 comprovante ch’esso Gallieno fece in quest’anno rifabbricar le mura di Verona; perlochè quella città prese il titolo di Galleniana. Il lavoro fu cominciato a dì 5 d’aprile, e terminato nel dì 4 di dicembre. Dovea servire quella città d’antemurale agl’insulti de’ Germani. A’ tempi del gran Pompeo era essa divenuta colonia de’ Romani2399; ma, scaduta per le guerre, trovò miracolosamente un ristoratore in questo sì disattento e scioperato Augusto.




Anno di Cristo CCLXVI. Indizione XIV.
DIONISIO papa 8.
GALLIENO imperadore 14.

Consoli

PUBLIO LICINIO GALLIENO AUGUSTO per la settima volta e SABINILLO.

Per gli nuovi tiranni che ogni dì saltavano fuori, conquassato era l’imperio romano; ma poco parea che se ne affliggesse la testa leggiera di Gallieno imperadore2400. Quando gli giugneva la nuova che l’Egitto era perduto: E che? diceva egli, non potremo noi vivere senza il lino d’Egitto? Veniva un altro a dirgli le orribili scorrerie fatte dagli Sciti nell’Asia, e i tremuoti che aveano in quelle parti diroccate le città, rispondeva: Non potremo noi far senza le loro spume di nitro per lavarci? Udita la perdita delle Gallie, se ne rise, dicendo: Sto a vedere che la repubblica sia sbrigata, se non verran più le tele di Arras. Così questo imperadore con aria da filosofo, ma con vera dappocaggine e stoltizia di principe. E intanto le applicazioni sue più