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storico Giordano2358 non lasciò indietro questa partita, con dire che i Goti condotti da Respa, Veduco, Turo e Varo loro capitani, vi saccheggiarono varie città, incendiarono il tempio di Diana Efesina, e nella Bitinia spogliarono e diroccarono la bella città di Calcedonia. Carichi di bottino nel ritornare a casa devastarono Troia ed Ilio: lasciarono i segni della loro fierezza nella Tracia, e presero la città d’Anchialo, posta alle radici del monte Emo, dove si fermarono molti dì per que’ bagni caldi che quivi si trovavano. Dopo di che se ne tornarono ai lor paesi. Ma non si contentarono di questo que’ Barbari. Un sì gustoso mestiere li fece altre volte ritornare ai danni delle provincie romane. Crede il padre Pagi2359 che l’irruzione suddetta de’ Goti appartenga all’anno precedente, perchè si figura celebrati allora i decennali di Gallieno. Ma chi riferisce a quest’anno esse feste, vi unisce ancora i pianti dell’Asia per cagion dei suddetti Barbari. In qual anno Postumo governator delle Gallie si rivoltasse contra di Gallieno Augusto, e prendesse il titolo di imperadore, è tuttavia in disputa, nè io son qui per entrare in sì fatte liti di critica che il lettore non aspetta da me. Certo è che almen qualche tempo prima dell’anno presente egli usurpò l’imperio in quelle parti. Per quanto credono gli eruditi di ricavar dalle medaglie2360, era il suo nome Marco Cassio Latieno Postumo, benchè Trebellio Pollione2361 il chiami Postumio. In una iscrizione2362 da me data alla luce, non Latieno, ma Latino si vede appellato. Questi era bassamente nato, ma giunto ad essere uno de’ più eccellenti capitani che si avesse Roma allora, uomo di singolar prudenza e gravità, che con tutta la sua severità intendeva l’arte di farsi amare dai popoli e dai soldati. Valeriano Augusto, che sapea ben discernere i meriti delle persone, gli avea dato il governo delle Gallie, acciocchè il suo valore servisse a rintuzzar l’orgoglio de’ Franchi e d’altre nazioni germaniche transrenane, già usate a molestar le provincie romane. Tal credito s’era egli acquistato, ch’esso Valeriano gl’inviò suo nipote Salonino, non so se il primo o se il secondo figliuolo di Gallieno, acciocchè l’istruisse nelle arti convenienti ad un principe e ad un guerriero. Ma se Postumo era dotato di tanti bei pregi, non si trovava già in lui l’importantissimo della fedeltà. Il sapersi nelle Gallie la vita lussuriosa e scandalosa che menava Gallieno in Roma cagionò in que’ popoli un tal disprezzo di questo principe, aiutato probabilmente anche dalle secrete insinuazioni d’esso Postumo, che pensarono a provvedersi d’un imperadore, in cui concorresse il valore e il senno, per difendersi dai nemici Germani. Avea Postumo, per relazione di Zonara2363, sconfitto un corpo di que’ Barbari passati di qua dal Reno, e distribuito ai soldati il bottino fatto2364 Silvano capitan delle guardie del giovinetto Salonino Cesare l’obbligò ad inviar quella preda al principe: il che sì forte amareggiò i soldati, mal soddisfatti per altro, poichè lor non piaceva di star sotto il comando di un fanciullo, cioè di esso Salonino, che, alzato rumore, proclamarono imperadore Postumo. Il che fatto, marciarono tutti a Colonia, dove dimorava esso Salonino, gridando di voler nelle mani il principe e Silvano, ed assediarono quella città. Bisognò darli, e Postumo li fece morire amendue, aggiugnendo quest’altra taccia alla violata fede contra del suo sovrano. Non vi fu popolo alcun delle Gallie che nol riconoscesse volentieri per imperadore; e pare che anche le Spagne e l’Inghilterra si sottomettessero