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Pagina:Annali d'Italia, Vol. 1.djvu/484


fecero una strage immensa di quei cittadini. Demostene lor capitano, essendovi ordine di prenderlo vivo, salito a cavallo, ed imbrandito lo stocco, si cacciò per mezzo ai Persiani, ed atterratine non pochi, ebbe la fortuna di salvarsi. Gran quantità di prigioni fu fatta da’ Barbari nella presa di quella città, e tutti appena provveduti di tanto cibo che bastasse a tenerli in vita, e senza poter bere acqua se non una volta al giorno, come si fa colle bestie. Finalmente i Romani fuggiti elessero per lor capitano un Callisto (il Tillemont2334 sospetta che Zonara voglia dire Balista), il quale, trovando sbandati i Persiani, diede loro assai busse in varii incontri, e prese anche le concubine del re Sapore con delle grandi ricchezze. Per queste percosse si affrettò Sapore a ricondursi ne’ suoi paesi, seco menando l’infelice Valeriano. Ora cotali imprese richieggono del tempo, nè si vede che Macriano se ne impacciasse punto; e però fondatamente si può credere ch’esso Macriano solamente nell’anno 261, siccome attesta Zonara, fosse acclamato Imperadore. Credesi che egli regnasse in Egitto; ma, se ciò è vero, non dovette ivi piantare la sua signoria senza spargimento di sangue, facendo menzione san Dionisio vescovo alessandrino presso Eusebio2335 d’un’atroce guerra civile che circa questi tempi afflisse la città d’Alessandria, susseguita poi da una terribil peste. Che il dominio di Macriano si stendesse quasi per tutta l’Asia, abbiamo motivo di crederlo senza difficoltà; ed ivi egli comandò per più d’un anno. Pensava probabilmente Macriano di incamminarsi alla volta di Roma, e di passare lo stretto di Bisanzio colla sua armata2336; ma perchè ben prevedeva che Publio Valerio Valente, creato proconsole dell’Acaia da Gallieno, uomo d’alto affare e suo particolar nimico, gli avrebbe fatta opposizion nel passaggio, mandò un personaggio di gran credito, cioè Lucio Calpurnio Pisone Frugi2337, per ammazzarlo. Se ne accorse Valente, e non sapendo come meglio sottrarsi ai pericoli, si fece proclamar Augusto2338, e regnò qualche tempo nell’Acaia e Macedonia. Non andò più innanzi Pisone, ma ritiratosi nella Tessaglia, giacchè vedea tanti che usurpavano l’imperio, ne volle anch’egli la sua parte, con prendere il titolo d’Imperadore e di Tessalico in quella contrada. Ma spedita una man di soldati da Valente, levò di vita Pisone, e Valente stesso fu anch’egli da lì a poco ucciso da’ suoi soldati. V’ha delle inverisimiglianze in questi racconti; ma più ancora inverisimile a me sembra il dirsi da Trebellio Pollione2339, che saputosi in Roma la morte di questi due personaggi nel dì 25 di giugno, il senato decretò gli onori divini a Pisone, con dire che non si potea trovar uomo migliore e più costante di lui. Come mai questo, se è vero ch’egli usurpasse l’imperio contra di Gallieno padrone di Roma? Nello stesso decreto disse il console di confidare che Gallieno, Valeriano e Salonino sieno nostri imperadori: intorno alle quali parole han disputato più letterati, per determinare chi fossero Valeriano e Salonino, e se tutti godessero allora il titolo d’imperadori: il che è difficile da stabilire per varii motivi. Ora Macriano, messa insieme un’armata di quarantacinque mila combattenti, e lasciato Quieto Augusto suo secondo figliuolo, assistito da Balista, al governo della Soria, marciò verso l’Europa, e passò il mare a Bisanzio. Ma fosse nell’Illirico, o pure nelle estremità della Tracia, gli venne a fronte Marco Acilio Aureolo con altro più poderoso esercito, per dargli battaglia, e segui ancora qualche menar di spade2340. Trattandosi