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paesi, o per timore o per danari. Arrivarono alla città di Pitiunte, posta alla ripa del mar Nero, e si provarono d’impadronirsene. Ma Successiano, che comandava in quelle parti l’armi romane, li ricevè così bravamente, che li fece ritirare in fretta, non senza mortalità di molti d’essi. Avvenne che Valeriano già pervenuto ad Antiochia, conoscendo il valore di Successiano, il volle presso di sè, e chiamatolo, il creò prefetto del pretorio in luogo di Bebio Macro, o pure unitamente con lui, con ordinargli di ristorar le rovine della città d’Antiochia. Così Zosimo, da cui veggiamo attestata l’occupazione d’essa città fatta dai Persiani, non già dopo la prigionia dell’imperador Valeriano, ma innanzi. Dovette la partenza di questo prode capitano animare gli Sciti, cioè i Tartari suddetti, ad altre imprese; e però passarono in Colco, e senza poter prendere il ricco tempio di Diana in Fasi, tirarono diritto a Pitiunte, e se ne impadronirono. Di là s’inoltrarono a Trabisonda, città grande e piena di popolo, provveduta di buon presidio di soldati, e vi misero l’assedio. Sì trascurati furono non meno i cittadini, che la guarnigione, che lasciarono entrarvi una notte i Barbari. Gran bottino vi fu fatto, gran copia di prigioni; diroccati i templi e le case; tutta la città e i luoghi circonvicini rimasero un teatro di miserie e rovine. Secondo Zosimo2282, aveano costoro consumata quasi tutta la state prima di occupar Trabisonda; ed occupata che l’ebbero, fecero delle scorrerie per tutto il paese all’intorno, e finalmente carichi d’immensa preda se ne tornarono sulle navi al loro paese, come si può credere, accostandosi al verno. Valeriano Augusto, per quanto vedremo, seguitando Zosimo, era tuttavia in Soria, e vel troveremo anche nell’anno appresso: e per conseguente non si può abbracciar l’opinione del padre Pagi2283 e d’altri, che mettono sotto quest’anno la cattività del medesimo imperadore; ma convien riferirla all’anno seguente. Cornelio Secolare fu in quest’anno prefetto di Roma. Ed ivi dopo molti mesi di sede vacante, a cagion della persecuzione, che tuttavia durava, fu eletto sommo pontefice Dionisio. Non v’ha memoria se in quest’anno Ulpio Crinito ed Aureliano prendessero il consolato loro promesso nell’antecedente da Valeriano Augusto. Ma all’anno 271 troveremo esso Aureliano console per la seconda volta; e quando ciò sia certo, puossi inferirne che nell’anno presente egli procedesse console sostituito in luogo di Gallieno e Valeriano2284, che doveano procedere nel consolato. Hanno disputato gli eruditi per indovinar chi fossero questo Gallieno e questo Valeriano, destinati anch’essi consoli nell’anno presente. Veggasi il Pagi2285. Resta tuttavia dubbiosa una tale quistione.




Anno di Cristo CCLX. Indizione VIII.
DIONISIO papa 2.
VALERIANO imperadore 8.
GALLIENO imperadore 8.

Consoli

PUBLIO CORNELIO SECOLARE per la seconda volta e GIUNIO DONATO per la seconda.

Il prenome e nome di questi due consoli, non ben sicuri in addietro, vengono oggidì chiaramente confermati da una nobile iscrizione, esistente nel museo del Campidoglio, che si legge nella mia Raccolta2286. Le ricchezze portate al loro paese dagli Sciti, cioè dai Tartari, saccheggiatori di Trabisonda sul mar Nero, fecero invogliar altri circonvicini Barbari a concorrere a così lucroso mestiere2287. Si diedero tosto a preparar navi, obbligando gli schiavi cristiani a