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Pagina:Annali d'Italia, Vol. 1.djvu/474


delle frequenti incursioni. Zosimo2260 arriva a dire che i Borani, i Goti, i Carpi, i Burgundi non lasciarono parte dell’Illirico, dove non facessero delle scorrerie e saccheggi, che giunsero fino in Italia, senza trovarvi chi loro facesse resistenza. Comandava allora l’armi romane nella Tracia2261 Marco Ulpio Crinito, uomo di gran vaglia, creduto della casa di Traiano imperadore, e già stato console nell’anno 258. Quali imprese egli facesse per reprimere la petulanza di que’ Barbari, nol sappiamo. Tale nondimeno era il di lui credito, che fu creduto inclinar Valeriano a dargli il titolo di Cesare: cosa nondimeno poco verisimile per le conseguenze che ne poteano avvenire in danno dei proprii figliuoli e nipoti2262. Giunio Donato fu prefetto di Roma in quest’anno.




Anno di Cristo CCLVIII. Indizione VI.
SISTO papa 2.
VALERIANO imperadore 6.
GALLIENO imperadore 6.

Consoli

MEMMIO TOSCO e BASSO.

Sempre più s’inaspriva la persecuzione mossa da Valeriano Augusto contra dei seguaci di Gesù Cristo; e però in quest’anno fu nobilitata la Chiesa dal martirio di san Sisto sommo pontefice, e del suo glorioso diacono san Lorenzo. Vide anche l’Africa morir nella confessione della vera fede l’immortal vescovo di Cartagine san Cipriano, oltre a tanti altri martiri che si possono leggere nella storia ecclesiastica. Accadde che Ulpio Crinito, governatore della Tracia e di tutto l’Illirico2263, si ammalò in tempo appunto che le continue vessazioni date dai Goti e dalle altre barbare nazioni a quelle contrade maggiormente esigevano l’assistenza d’un bravo generale. Valeriano imperadore, verisimilmente ne’ primi mesi di quest’anno, spedì colà per vicario o luogotenente di lui Lucio Domizio Aureliano, che fu col tempo imperadore. Ci ha conservata Vopisco la lettera scrittagli dal medesimo Augusto piena di stima del valore e della saviezza d’esso Aureliano; col registro delle truppe che doveano militare sotto di lui, fra le quali si può credere che si contassero alcune compagnie di gente germanica, perchè i lor capitani si veggono chiamati Hartomondo, Haldegaste, Hidemondo e Cariovisco. I Francesi moderni si figurano che questi fossero della nazion franca, conquistatrice dipoi delle Gallie, quasichè nomi tali non convenissero anche ad altre nazioni germaniche. In essa lettera Valeriano promette il consolato ad Aureliano e ad Ulpio Crinito pel dì 22 maggio dell’anno seguente. E perchè di grandi spese doveano fare i nuovi consoli, prendendo quell’insigne dignità, con fare i giuochi circensi, e dar dei magnifici conviti ai senatori e cavalieri romani2264; e la povertà di Aureliano designato2265 console non era atta a sì grosse spese, Valeriano ordinò che l’erario pubblico gli somministrasse tutto il danaro e gli utensili occorrenti, affinchè egli non comparisse da meno degli altri. Andò Aureliano al comando dell’armi in quelle parti, e con tal sollecitudine e bravura diede la caccia ai Barbari, e con varii combattimenti gli atterrì, che chi non restò vittima delle spade romane, si ritirò di là dal Danubio, restando con ciò libera la Tracia e l’Illirico da quella mala gente. A sì liete nuove dovette ben esultare il cuore di Valeriano e del senato e popolo romano; ma probabilmente a turbar questa gioia giunsero altri corrieri dall’Oriente coll’avviso di funestissimi guai. Sapore re della Persia, se crediamo ad Eusebio2266, in quest’anno venne più furiosamente di prima a