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dovettero i due Decii perdere la vita e lo imperio. Quel che succedesse dopo la lor morte, sarà accennato all’anno seguente.




Anno di Cristo CCLII. Indizione XV.
CORNELIO papa 3.
Lucio papa 1.
TREBONIANO2196 GALLO imp. 2.
HOSTILIANO DECIO imp. 2.
VOLUSIANO GALLO imp. 1.

Consoli

CAIO TREBONIANO GALLO AUGUSTO per la seconda volta e CAIO VIBIO VOLUSIANO CESARE.

Divulgata la morte dei due Decii, le armate della Mesia e della Tracia poco stettero a proclamar Imperadore Caio Treboniano Gallo lor generale, a cui forse indebitamente fu attribuito da Zosimo2197 il tradimento fatto ai due Decii. Aurelio Vittore2198 scrive, essere stato il traditore un Bruto. Di che paese fosse il suddetto Treboniano Gallo, nol sappiamo, se non che, al dir di Vittore, sembra nato nell’isola delle Gerbe sulle coste dell’Africa. Perchè egli avendo preso, secondo lo stile degli altri nuovi Augusti, il consolato in quest’anno2199, si trova in un’iscrizione e in alcuni fasti console per la seconda volta, da ciò, si argomenta esser egli stato console sustituito in alcuno degli anni addietro. Il grado di generale dell’armi, che dicemmo sostenuto da lui, gli facilitò quello di imperadore. Aveva egli un figliuolo, appellato Caio Vibio Gallo Volusiano, cui diede immediatamente il titolo di Cesare. Ma affinchè non nascesse o già nato si smorzasse il sospetto ch’egli avesse tenuta mano all’obbrobriosa morte dei Decii, si mostrò amantissimo della lor memoria, parlandone sempre con lode e riverenza; volle ancora o pure acconsentì che amendue fossero, secondo la stolta persuasione del gentilesimo, deificati. Vi restava un altro figliuolo di Decio seniore, cioè Caio Valente Hostiliano Messio Quinto Decio, già dichiarato Cesare dal padre. Gallo, non tanto per farsi sempre più credere ben affetto alla memoria di esso Decio, quanto per timore che questo di lui figliuolo, spalleggiato dai soldati, potesse prorompere in qualche sedizione, spontaneamente il dichiarò Augusto e collega suo nell’imperio, aspettando più proprio tempo per liberarsi da lui. Designò2200 ancora sè stesso console col figliuolo Volusiano per l’anno presente. Di tutto questo, accaduto nell’anno addietro, spedì egli l’avviso a Roma, e il senato niuna difficoltà mostrò ad approvarlo. Noi troviamo circa questi tempi varii altri imperadori o tiranni, senza poterne ben chiaramente distinguere l’innalzamento e i luoghi, dove fecero la loro breve comparsa e caddero. Di un Giulio Valente, che usurpò la porpora imperiale, parla Aurelio Vittore, con dir appena partito da Roma Decio, che costui occupò il trono, e fu in breve punita la sua temerità colla morte. Ma Trebellio Pollione2201, che merita qui maggior fede, asserisce che costui per pochi giorni fece la figura d’imperadore, non in Roma o in Italia, ma nell’Illirico, e quivi fu ucciso. E forse il movimento suo accadde dappoichè i due Decii avevano cessato di vivere. Vedesi tuttavia una medaglia2202, felicemente, se pur è vero, disotterrata, in cui vien fatta menzione di Marco Aufidio Perpenna Liciniano imperadore Augusto, confuso da Vittore ora con Valente ed ora con Hostiliano. Il padre Pagi2203 è di parere che costui, vivente Decio, formasse la sua cospirazione, e, preso il nome d’Augusto nelle Gallie, quivi da esso Decio restasse soffocato, scrivendo Eutropio2204 ch’esso