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Pagina:Annali d'Italia, Vol. 1.djvu/464


venne a Roma, dove altro non si sa ch’egli facesse, se non un bagno, di cui parla Eutropio2176. Ma s’egli mosse guerra al popolo cristiano, Dio permise che nè pur egli godesse, pel poco tempo che visse e regnò, pace nell’imperio. Sotto di lui cominciò a rinvigorirsi2177 la potenza dei barbari, e a rendersi familiari nel romano imperio la sedizione e rivoluzion degli stati. Giordano storico2178, corrottamente appellato Giornande, benchè scrittore a cui non mancavano favole, pure si può credere che ci abbia conservata qualche verità in un racconto spettante a questi tempi. Scrive egli adunque che Cniva re dei Goti, avendo diviso l’armata sua in due corpi, spinse il minore contro la Mesia romana; ed egli coll’altro consistente in settantamila combattenti, andò per assediare Eustesio, chiamato Novi, città della Mesia alle rive del Danubio. Ne fu respinto da Gallo comandante dell’armi romane. Passò a Nicopoli, città fabbricata da Traiano presso quel fiume; e sopravvenendo Decio imperadore, anche di là fu costretto a ritirarsi. Forse nell’anno precedente, trovandosi Decio Augusto in quelle parti, succedette questa irruzion de’ Goti: o pure, se fu nel presente, parrebbe che Giordano col nome di Decio imperadore significar volesse Decio Cesare di lui figliuolo, il quale verisimilmente fu lasciato o mandato dal padre per opporsi ai tentativi di que’ barbari. Passò Cniva il monte Emo, con disegno di assediar Filippopoli, città della Tracia, che alcuni credono fabbricata da Filippo imperadore, ma che più anticamente portò questo nome. Per soccorrere questa città, anche Decio passò l’Emo, e venne a postarsi a Berea. Cniva all’improvviso gli piombò addosso, e gli diede tale spelazzata, che Decio fuggendo si ricoverò in Italia, restando al comando di quell’armi Gallo, il quale si studiò di riparar le perdite fatte dai Romani. In alcune medaglie, rapportate dal Mezzabarba2179 sotto questo anno, si truova DACIA CAPTA, DACIA FELIX; ma senza che si sappia qual guerra sia questa, e nè pure se al presente anno o al precedente appartengano queste medaglie.


Anno di Cristo CCLI. Indizione XIV.
CORNELIO papa 2.
DECIO imperadore 3.
TREBONIANO GALLO imper. 1.
HOSTILIANO DECIO imper. 1.

Consoli

CAIO MESSIO QUINTO TRAIANO DECIO AUGUSTO per la terza volta e QUINTO HERENNIO ETRUSCO DECIO CESARE.

Non so ben dire se nel precedente o nel presente anno i Goti, senza dubbio quegli stessi che da Zosimo2180 son chiamati Sciti, o vogliamo dire Tartari, assediassero la città di Filippopoli nella Tracia. Quel che è certo, per testimonianza non men di esso Zosimo che di Giordano2181, s’impadronirono quei barbari dopo lungo assedio di quella città; e, se scrive il vero Ammiano2182, vi passarono a fil di spada centomila persone. Zosimo e Giordano non parlano se non di una gran copia di prigioni fatta nell’acquisto d’essa città. O sia che Lucio Prisco (forse fratello del già Filippo imperadore) fosse governatore di Filippopoli, o pure ch’egli fosse presidente della Macedonia, nella qual provincia si stesero i rapaci vincitori Goti: noi abbiamo da Giordano e da Aurelio Vittore2183 che costui, unitosi con essi Goti, prese il titolo d’imperadore, volgendo l’armi contra dei Decii. E sembra che san Cipriano2184 avesse conoscenza di lui. Ma costui, dichiarato pubblico nemico dal senato romano, stette poco ad essere ucciso. Noi qui certamente ci troviamo in folte nebbie di storia, essendovi altri che credono preso questo titolo da Prisco solamente dopo la morte dei medesimi Decii, e restando una gran confusione nell’assegnare i successori e i tiranni insorti dopo di loro. Intanto non si mette in dubbio il funesto fine dei Decii, benchè le circostanze del medesimo sieno varie e discordi presso gli antichi scrittori. I fortunati progressi adunque dei Goti, e l’innalzamento, se pure è vero, di Prisco, fecero che Decio seniore giudicò necessaria la sua presenza nella Mesia e Macedonia per liberar dai Barbari quelle provincie. Se in quelle parti non era già il figliuolo Erennio Etrusco Decio, seco andò nel presente; e trovandosi qualche medaglia2185, in cui esso si vede appellato Augusto, credesi che in tal congiuntura egli fosse dichiarato imperadore e collega nell’imperio dal padre. Marciarono i due Augusti Decii contra dei Goti con esercito poderoso, e, secondo Zonara2186, gl’incalzarono sì valorosamente, che li fecero ritirar nel loro paese. Alcuni vogliono2187 che Decio gl’inseguisse di là dal Danubio; ma più verisimile sembra che di qua da esso fiume egli venisse con loro alle mani. In quel conflitto il giovane Decio, per quanto s’ha da Giordano2188, trafitto dalle frecce gotiche, perì: il che disanimò lo esercito romano2189. Ma il vecchio Decio fece loro coraggio, con dire che la perdita di un solo soldato nulla era alla potenza romana: dopo di che alla disperata si spinse contra de’ Barbari,