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Pagina:Annali d'Italia, Vol. 1.djvu/428


alcuni pochi si servisse la imperadrice, ed in uffizii bassi, e con abito denotante la bassezza del loro stato, togliendo con ciò tanti disordini cagionati per lo passato dalla soverchia autorità che godeano o faceano credere di godere. Alessandro col parer del senato eleggeva i consoli, i prefetti del pretorio ed altri magistrati, lasciando la elezion degli altri al senato medesimo. Diceva egli, meglio essere per lo più il dare gli uffizii a chi non li ricerca, che a chi tante premure usa per ottenerli. Niun senatore nuovo creava egli, se persone di credito prima non rendevano buona testimonianza del merito suo, e non veniva approvato da’ senatori suoi consiglieri. E guai se trovava che lo avessero in ciò ingannato: colui era cacciato dal senato, e i suoi fautori gastigati. Una rarissima ed ammirabil maniera ebbe ancora nella elezion de’ presidenti delle provincie e di altri magistrati meno importanti. Prima di conferir que’ posti, faceva esporre in pubblico i nomi de’ proposti per essi, esortando ognuno a scoprire se costoro avessero commesso qualche delitto, purchè ne potessero dar le pruove; poichè nello stesso tempo proibiva sotto pena della vita l’accusare senza poter provare l’accusa. Lampridio1977, storico pagano, attesta aver egli appreso questo rito dai Cristiani ch’esaminavano diligentemente prima chi si avea da ammettere al sacerdozio. E solea dire Alessandro, parergli strano come non si usasse la diligenza medesima, allorchè si voleva eleggere chi dovea avere in mano i beni di fortuna e le vite dei popoli, quando ciò si praticava dai suddetti Cristiani per la elezione de’ sacerdoti. Avrebbe egli desiderato che ogni governator delle provincie avesse saputo esercitare il suo uffizio senza bisogno di assessore, tuttavia soffrì sempre l’uso di tali assessori; e diede anche loro buoni salarii. Provvedeva egli in oltre le persone, nel mandarle ai governi, di danaro, servi, mule, cavalli e di altre robe necessarie, dandole poi a’ medesimi, se con lode esercitavano i loro impieghi. Se male, voleva che rendessero quattro volte più di quello che avea loro somministrato. In somma, la vita di questo Augusto, tanto più mirabile, quanto ch’egli era assai giovane, sarebbe un bellissimo modello per qualunque principe che amasse la vera gloria, ed imparar volesse il meglio degli esempi altrui, con leggere le vite di que’ principi buoni ed uomini illustri, dei quali forse niuna età e nazione è stata1978 priva.




Anno di Cristo CCXXX. Indizione VIII.
PONZIANO papa 1.
ALESSANDRO imperadore 9.

Consoli

LUCIO VIRIO AGRICOLA e SESTO CATIO CLEMENTINO.

Il secondo console in qualche testo è chiamato Clemente1979, e in una iscrizione riferita del Cupero, Clemenziano. Se questa è legittima, può essa prevalere agli antichi codici. Credesi che in questi tempi santo Urbano papa gloriosamente compiesse i suoi giorni con ricevere la corona del martirio. Ebbe per successore Ponziano. Tempo è ora di parlare di una strepitosa rivoluzion di cose accaduta in Oriente. La Persia, conquistata alcuni secoli prima da Alessandro il Grande, durò per qualche tempo sotto il dominio dei re della Siria, ossia della Soria, successori del Macedone. Arsace, famoso re de’ Parti, loro la tolse circa ducento cinquant’anni prima dell’era cristiana, e continuò ivi a signoreggiare la schiatta degli Arsacidi sino ad Artabano re di quelle contrade, e regnante a’ tempi dell’Augusto Alessandro1980. Contra di Artabano si ribellò un uomo di basso affare, ma di gran coraggio, chiamato Artaserse, discendente dagli