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allora pastore fece di gran pruove nei giuochi, allora celebrati dall’armata per ordine dell’imperadore. Abbiamo da Erodiano1700 che Severo, in transitando per la Mesia e per la Pannonia, diede la mostra a quegli eserciti; e di là poi continuando il viaggio, pervenne in Italia, e finalmente in Roma. Entrò nell’augusta città, secondo Sparziano1701, colla sola ovazione, cioè con una solennità minore del trionfo; ma Erodiano ci fa abbastanza intendere, ch’egli col figliuolo Caracalla veramente trionfò fra gl’incessanti viva e plausi del popolo; fece anche delle magnifiche feste, dei sagrifizii e spettacoli suntuosissimi, e diede ad esso popolo un ricchissimo congiario. Prima nondimeno di spiegar meglio in che consistessero quelle grandiose feste, convien avvertire che il Mezzabarba1702 in questo medesimo anno mette insieme l’andata di Severo Augusto da Antiochia in Egitto, il suo ritorno in Italia, il trionfo e le nozze di Caracalla: il che non può mai stare, considerato il tempo che si dovette spendere in tante ricerche fatte da Severo in Egitto, e la sterminata lunghezza de’ viaggi fatti tutti per terra, e coll’accompagnamento di un’armata. Però il Pagi1703 e il Tillemont1704 differirono all’anno seguente l’arrivo a Roma di Severo e il suo trionfo, con riferir al presente il suo viaggio e la sua dimora in Egitto. Crede anche esso padre Pagi di ricavar ciò da più di una medaglia, dove si legge ADVENT. AVGVSTOR., correndo la Podestà Tribunizia X di Severo, che terminava nel dì 13 d’aprile dell’anno seguente. A me all’incontro più verisimile sembra che nel precedente anno Severo fosse in Egitto, e nel presente arrivasse a Roma. Quelle stesse medaglie convengono più al presente che al susseguente anno, come ancora conghietturò il Mezzabarba, giacchè la tribunizia podestà decima di Severo ebbe, per confession del Pagi, principio nel dì 13 di aprile di quest’anno. Quel che è più, riconosce il Pagi preso il consolato dagli Augusti in quest’anno, perchè Severo era entrato nel decennio del suo imperio, e Caracalla nel quinquennio, volendo poi, contra le stesse sue regole, ch’essi Augusti differissero le feste e i voti decennali e quinquennali nel seguente anno. Se avessero voluto differir tali feste, doveano anche riserbare il consolato al seguente anno. Però è da credere più tosto che tali solennità si facessero in questo, essendo essi consoli. Inoltre Dione1705 scrive che Severo, allorchè fu entrato nel decimo anno del suo imperio, diede al popolo quel superbo congiario, e questo senza dubbio gliel diede in Roma. Ma avendo noi veduto che nell’aprile di quest’anno cominciava l’anno suo decimo, in esso ancora dovettero succedere le feste suddette. Il Tillemont pensa che Severo arrivasse a Roma verso il fine di maggio dell’anno seguente. Ma se lo ADVENT AUGUSTOR., segnato nelle medaglie significa l’arrivo succeduto, correndo la podestà tribunizia decima, non può sussistere tale opinione, perchè, secondo i conti del padre Pagi, allora Severo godeva dell’undecima. Ora noi abbiamo da Dione, che in questi tempi si vide nel pubblico anfiteatro un crudel combattimento1706 di donne; ed avendo esse dipoi caricato di villanie le nobili matrone romane, uscì un proclama, che da lì innanzi non fosse permesso alle donne il far da gladiatori. Aggiugne esso storico, che pel ritorno di Severo, pel suo decennio e per le sue vittorie si fecero varii spettacoli in Roma, cioè di combattimenti e cacce di fiere. Sessanta cignali di Plauziano in un dì si azzuffarono insieme, e furono uccise altre bestie, fra le quali un elefante e una crocota, non mai più veduta in Roma. Fattasi una macchina nell’anfiteatro a guisa di nave, questa si