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Pagina:Annali d'Italia, Vol. 1.djvu/341


Leto ottenne allora il grado di prefetto del pretorio. Accadde ancora verso questi tempi1505 la morte di Giulio Alessandro, personaggio di maraviglioso ardire, uno de’ nobili cittadini di Emesa nella Soria, che stando a cavallo avea colla lancia passato da parte a parte un lione. Se crediamo a Lampridio, s’era egli ribellato. Altro non dice Dione, se non che all’udire l’arrivo di un centurione, spedito con una truppa di soldati per ammazzarlo, di notte andò a trovarli, e tutti li tagliò a pezzi. Lo stesso brutto giuoco fece appresso ad alcuni suoi concittadini, coi quali manteneva nimicizia; e poi montato a cavallo con un ragazzo ch’egli amava, se ne fuggì. Si sarebbe egli ridotto in salvo, ma non potendo più reggere il ragazzo alla corsa, nè volendolo egli abbandonare, fu raggiunto dai corridori, che il venivano seguitando. Diede egli allora la morte al ragazzo e a sè stesso, e così terminò la sua tragedia. Tali erano in questi tempi le barbariche azioni di Commodo. E merita ben d’essere osservato che sotto questo crudel regnante la religion cristiana non patì per conto suo persecuzione veruna; e chi morì martire a que’ tempi, non già da lui, ma dai governatori delle provincie, nemici del nome cristiano, riportarono una gloriosa morte. E però, lui regnante, crebbe e sempre più si dilatò il numero de’ Cristiani. Questa indulgenza di Commodo vien attribuita da Sifilino1506 a Marzia, donna di bassa nascita, ch’era stata concubina di Quadrato. Dopo la morte di Quadrato entrò essa talmente in grazia di Commodo, il quale avea relegato a Capri, e poi fatta morire Crispina sua moglie, che, a riserva del nome di Augusta1507, conseguì gli onori delle imperadrici. Poteva ella molto nel cuor di Commodo; e però si pretende che amando essa molto, benchè non cristiana, i cristiani, procurasse loro un buon trattamento ed altri benefizii. Vuole il padre Pagi1508 che la peste e la fame, di cui parlammo all’anno precedente, infierissero in questo; e non men Dione che le medaglie sembrano dar peso a così fatta opinione. Ma, secondo Erodiano, sembra più verosimile che fossero preceduti questi flagelli. Parlasi ancora nelle monete1509 della Liberalità Settima di Commodo, cioè di qualche congiario dato al popolo per tenerselo amico. E Dione, fra l’altre cose, lasciò scritto che Commodo più volte donò al popolo cinque scudi d’oro e quindici denari per testa.




Anno di Cristo CXCI. Indizione XIV.
VITTORE papa 6.
COMMODO imperadore 12.

Consoli

CASSIO APRONIANO e BRADUA.

Se il primo console Aproniano portò veramente il nome di Cassio, egli fu padre di Dione Cassio, storico celebratissimo; ma ciò non è senza qualche dubbio. Alle disgrazie che andava provando Roma pel governo tirannico di Commodo e per gli altri mali di sopra accennati, si aggiunse nel presente anno quello di un fiero incendio1510. Attaccatosi il fuoco al tempio della Pace, fabbricato da Vespasiano, interamente lo consumò colle botteghe ricchissime delle specierie contigue: tempio il più magnifico che si fosse allora in Roma. Imperciocchè quivi erano conservate le più preziose spoglie del tempio di Gerusalemme; quivi si faceano le assemblee dei letterati; e pare che vi si conservassero anche i loro scritti, giacchè Galeno1511 il medico si duole che un gran numero de’ suoi vi perisse in tal congiuntura. Ma, quel che è più, colà si portavano in deposito i danari e le cose più preziose de’ Romani,