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Pagina:Annali d'Italia, Vol. 1.djvu/337


Il disegno di Materno era di frammischiarsi con vari dei suoi fra le guardie di Commodo vestito alla stessa maniera, e di svenarlo. Ma tradito prima del tempo da qualche suo compagno, fu preso e giustiziato con gli altri. Pare che tal fatto succedesse nella primavera di quest’anno; ma il padre Pagi1477 lo differisce sino all’anno 190, del che nondimeno egli non reca pruova sufficiente. Commodo, ammaestrato da questo pericolo, tanto meno da lì innanzi comparve in pubblico, e la maggior parte del tempo soggiornò nelle ville fuori di città, senza prendersi alcun pensiero di amministrar giustizia, nè far l’altre azioni pubbliche convenienti ad un imperadore o necessarie al governo. In sua vece tutto faceva l’iniquo Cleandro.




Anno di Cristo CLXXXVIII. Indizione XI.
VITTORE papa 3.
COMMODO imperadore 9.

Consoli

CAJO ALLIO FUSCIANO per la seconda volta, e DUILLIO SILANO per la seconda.

Di male in peggio andavano gli affari di Roma per la disattenzione e pazza condotta di Commodo1478, ma più per la crudeltà ed avarizia del suddetto Cleandro, già arbitro della corte. Costui vendeva tutte le grazie e tutte le dignità tanto militari che civili. Per andare al governo delle provincie, bisognava comperar le cariche. Per denaro le persone di condizion libertina ottenevano la nobiltà, giungevano anche a divenir senatori. I banditi, purchè spendessero, tornavano alla patria, ed erano promossi agli onori; nè si portava rispetto alle sentenze date dal senato e dai giudici. L’oro le faceva abolire. Perchè Antistio Burro, uno de’ primi senatori, coll’autorità e confidenza che gli dava l’essere marito di una sorella di Commodo, volle avvertire il cognato Augusto di tanti disordini, si tirò addosso l’ira di Cleandro. Nè andò molto che costui contra di un uomo sì degno fece saltar fuori un processo, quasi che egli aspirasse all’imperio. Ciò bastò per togliere la vita a lui e a molti altri che impresero la di lui difesa. Avvenne tal iniquità prima ancora che Cleandro occupasse il posto di prefetto del pretorio: al che egli probabilmente pervenne circa questi tempi. Tante avanie, concussioni ed uccisioni faceva costui a fine di ammassar tesori, non solamente in suo pro, ma anche per regalar le bagasce dell’imperador suo padrone, e molto più lui stesso1479, perciocchè egli col tanto scialacquare in ispese o inutili od obbrobriose, si trovava sempre smunto o coll’erario voto. Ma nè pur bastando al di lui bisogno i tanti rinforzi che gli somministrava la malvagità di Cleandro, si ricorse al ripiego di minacciar dei processi anche alle matrone romane, con inventati e finti delitti, atterrendole in maniera, che conveniva venire a composizioni, e a riscattarsi con buona somma di danari. Inventò Commodo inoltre di mettere una tassa di due scudi d’oro a cadaun senatore, loro mogli e figliuoli, da pagarsegli ogni anno nel giorno suo natalizio, e di cinque denari ad ogni decurione della città. Pure tutto questo era una goccia al mare, perchè malamente si consumava tanto oro in cacce, in combattimenti di gladiatori e in altri divertimenti peggiori. Abbiamo da Lampridio1480, che sotto questi consoli furono fatti dei voti pubblici per la salute e prosperità di Commodo; e nelle monete1481 si parla della pubblica Felicità, quando altro non si provava che miserie ed affanni. Ma non mai si esercita tanto l’adulazione, che sotto i principi cattivi, ai quali si fa plauso per timore di peggio.