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fede per istigazione principalmente di Cleandro suo mastro di camera, che odiava forte Perenne, come remora all’adempimento di tutte le sue voglie. Però, tolta a Perenne la carica di prefetto del pretorio, la diede ad altri e permise che i soldati britannici tagliassero a pezzi Perenne, e non lui solo, ma anche la moglie, la sorella e i due figliuoli di lui. Chi sia più veritiero degli storici suddetti, non è in nostra mano il deciderlo. Strano è che Dione, lungi dall’accordarsi con Erodiano e con Lampridio nell’imputare a Perenne gli eccessi e disegni sopra narrati, ne faccia un ritratto vantaggioso, con rappresentarlo continente, modesto, non sitibondo di gloria e di danaro, buon custode della persona dell’imperadore, in una parola indegno di quella morte: se non che il confessa reo della caduta di Paterno suo collega, procurata per restar solo nel comando delle guardie principesche. Ci fan le medaglie1465 vedere in quest’anno Commodo Augusto non solamente console per la quinta volta, ma anche proclamato Imperadore per l’ottava volta. Pensano alcuni1466 ciò fatto per una vittoria riportata da Clodio Albino contra i popoli della Frisia di là del Reno, mentovata da Capitolino1467. Il Mezzabarba anch’egli si credette di ricavar da esse medaglie un viaggio di Commodo, fatto in quest’anno contra de’ Mori, ovvero nella Pannonia, e una allocuzione all’esercito colla vittoria pel ritorno e col congiario sesto dato al popolo. Ma nulla di questo si ha dalle antiche storie, e però conviene andar cauto a crederlo. Abbiam solamente da Lampridio1468, ch’egli fece mostra una volta di voler andare alla guerra in Africa a fin di esigere le spese del viaggio. Esatte che l’ebbe, tutte se le consumò in tanti banchetti e giuochi d’azzardo.




Anno di Cristo CLXXXVII. Indizione X.
VITTORE papa 2.
COMMODO imperadore 8.

Consoli

CRISPINO ed ELIANO.

Abbiamo di certo i soli cognomi di questi consoli. Incerti sono i lor nomi. Il Panvinio1469 li credette Tullio Crispino e Papirio Eliano, ma con troppo fievoli conghietture. Da che estinta rimase la possanza e vita di Perenne, saltò su un altro dominante nella corte imperiale, peggiore ancora dell’altro; e questi fu Cleandro1470. Costui, per attestato di Dione, era nato servo, cioè, come ora diciamo, schiavo; e fra i servi venduto, fu condotto a Roma, dove s’applicò al mestier di facchino. Tanto seppe fare costui introdotto in corte, tanto seppe piacere alla testa sventata di Commodo, perchè questi da fanciullo seco praticò, che a poco a poco salendo, arrivò ad essere suo mastro di camera, con isposare Damostrazia, una delle meretrici di esso imperadore. Prima di lui sosteneva questa carica Saoterio da Nicomedia con grande autorità, e quegli fu che ai suoi compatriotti ottenne di poter celebrare i giuochi de’ gladiatori, e di alzar un tempio a chi sopra gli altri n’era indegno, cioè al medesimo Commodo. Cleandro buttò giù questo Saoterio, e il fece ammazzare, entrando dopo sì bel fatto nel posto di lui. Il Salmasio1471 sospettò che questo Saoterio fosse il medesimo che Antero, da noi veduto di sopra mastro di camera di Commodo, ed ucciso. Ma lo stesso Lampridio lo attesta assassinato per ordine dei prefetti del pretorio, e non già di Cleandro. Ora, dopo la morte di Perenne, la padronanza della corte si mirò unita in esso Cleandro. Ancorchè Commodo cassasse molte cose fatte come senza ordine suo da Perenne1472,