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Pagina:Annali d'Italia, Vol. 1.djvu/330


della disciplina militare, fu alzato da Commodo al grado di prefetto del pretorio, o sia di capitano delle guardie, quale ancora Tarrutino o sia Tarrutenio Paterno1436. Costui fu la rovina del padrone, perchè andò tanto innanzi nella confidenza e grazia di lui che diventò poi l’arbitro del governo. La sete di accumular tesori si potè dire in lui inesausta. Quasi che un nulla fossero i già guadagnati, tutto era egli sempre ansante a procacciarne de’ nuovi. E gli se ne presentò ben presto l’occasione, siccome vedremo. Intanto convien avvertire i lettori, che gli avvenimenti in questi tempi non si possono compartire per gli loro precisi anni, perchè le storie che restano raccontano bensì i fatti, ma senza indicarne la cronologia. Però solamente a tentone si andran riferendo le cose sotto gli anni seguenti. Nel presente le medaglie1437 ci avvisano che Commodo Augusto fu proclamato per la sesta volta Imperadore, ma senza apparire per qual vittoria. Il Tillemont1438 la crede riportata nella guerra che si accese nella Bretagna; ma questa vittoria, per quel che dirò, sembra più tosto appartenere all’anno seguente. Verisimile è più tosto, che in quest’anno ancora i generali cesarei in Germania, come conghietturò il Mezzabarba, dessero qualche rotta ai Barbari di quelle contrade. Parlano le stesse monete di un viaggio di Commodo, di cui niun vestigio s’ha nella storia; siccome ancora di una sua munificenza: indizio di qualche congiario dato al popolo. Ma delle stesse monete si incontrano degl’imbrogli, o perchè non sincere, o perchè non assai attentamente copiate.




Anno di Cristo CLXXXIV. Indizione VII.
ELEUTERIO papa 14.
COMMODO imperadore 5.

Consoli

LUCIO COSSONIO EGGIO MARULLO e GNEO PAPIRIO ELIANO.

Al primo console Marullo ho io aggiunto il nome di Cossonio, ricavato da un’iscrizione, esistente nel Museo Capitolino, data alla luce da monsignor Torre, e prodotta anche nella mia raccolta1439. In una iscrizione del Gudio, rapportata dal Relando1440, il primo console si vede chiamato Marco Marullo, quando è certissimo che il suo prenome fu Lucio. Il secondo comparisce ivi col nome di Giunio Eliano; e pure nell’altre iscrizioni troviamo costantemente Gneo Papirio Eliano: tutte pruove che i fasti e l’erudizione antica debbono aspettar dal Gudio, in vece di un sicuro rinforzo, della confusione. Era, dissi, insorta una fiera guerra nella Bretagna1441, guerra la più lunga che si avesse Commodo ai suoi dì. Aveano i Barbari passato il muro, posto da Antonino Pio ai confini, e tagliato a pezzi il general romano con tutte le milizie che erano ivi di guardia. Portata questa funesta nuova a Roma, il vile Commodo tutto impaurito spedì tosto colà Ulpio Marcello, uomo di grand’animo, e di raro valore; chè di tali persone non era già perduto il seminario in Roma. Questi, per attestato di Dione, uomo modesto e severo, ma di una severità che si accostava all’asprezza, fece più volte conoscere la sua bravura ne’ combattimenti, nè mai si lasciò invischiare dall’amor de’ regali e della pecunia. Era vigilantissimo, e per maggiormente comparir tale, e tener anche vigilanti gli uffiziali di guerra, solea qualche sera scrivere dodici biglietti, con ordine ai suoi servi di portarli in varie