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Pagina:Annali d'Italia, Vol. 1.djvu/21

XXI VITA DI L. ANTONIO MURATORI XXII

segnatamente gli encomii in quel sensato libro dal Muratori tributati ad un savio monarca, per avere nella università della capitale de’ suoi stati aperto una cattedra di morale filosofia. Nè questo fu il solo provvedimento di quel principe lodato dal Muratori, che in quel medesimo libro per altri rispetti eziandio il celebra, e singolarmente per avere instituito peculiare carica in ciascuna provincia, che al pubblico vantaggio soprantendesse.

Riguardano la maggior parte degli uomini il Muratori semplicemente come critico, come istorico, come antiquario, come filologo ed erudito, e non credono che al vanto di filosofo aspirar possa. Ma se la vera, la utile filosofia consiste nel giudicar delle cose rettamente e nel buon senso (più raro che altri non creda), e nel difendere antiche ed importanti verità piuttosto che sostenere nuovi, ingegnosi, ma inutili e dannosi paradossi, pochi furono al certo più filosofi del Muratori. Combattè come teologo contro l’irragionevole voto sanguinario, contro le pratiche esteriori di religione vane od anche superstiziose, contro l’indiscreto zelo e la ignoranza e le stravaganze divote; ed il dotto suo libro De ingeniorum moderatione, ec. se piacque a’ savii tutti, spiacque (il che ascriversi dee a distinto pregio) a quelli del pari che troppo poco, come a quelli che troppo al Capo visibile della Chiesa concedono. Che se ne’ libri suoi filosofici ex professo avverso si mostrò al Loke ed all’Uezio, se gliene vuol dar lode piuttosto che biasimo. Al primo si mostrarono pure contrari il celebre Paolo Mattia Doria, ed altri chiari ingegni italiani: nè ebbe seguaci in Italia prima del fiorentino medico Antonio CocchiAntonio Cocchi, non sempre religiosissimo. Di fatto, la filosofia lokiana, come dimostrò poscia dottamente il prefato cardinal Gerdil, troppo al materialismo inchina, come allo scetticismo quella postuma dell’Uezio. Persino nelle materie