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349 ANNALI D'ITALIA, ANNO XCII. 350


Anno di Cristo XCII. Indizione V.
Anacleto papa 10.
Domiziano imperadore 12.


Consoli


Flavio Domiziano Augusto per la sedicesima volta e Quinto Volusio Saturnino.


S’è disputato, e tuttavia si disputa, in qual anno succedesse la ribellione di Lucio Antonio, e la breve guerra civile che in que’ tempi avvenne. Alcuni1 la mettono nell’anno 88, altri nell’89, e il Calvisio2 la differisce sino al presente anno. A me sembra più probabile l’ultima opinione, confrontando insieme quel poco che s’ha di questo fatto da Tacito3, e da Svetonio4, e da Dione5, o sia da Sifilino; perchè da loro apparisce che dopo questa sollevazione Domiziano lasciò la briglia alla sua crudeltà, e ciò avvenne, siccome dirò, nell’anno seguente. Lucio Antonio, a cui Marziale6 dà il cognome di Saturnino, era governatore dell’alta o sia superiore Germania. Perchè ben sapea, quanto per poco Domiziano perseguitasse le persone di merito, e che specialmente sparlava di lui con ingiuriosi nomi, mosse a ribellione le sue legioni, facendosi proclamare imperadore. Portata a Roma questa nuova, se ne conturbò ognuno per l’apprensione che ne succedesse una gran guerra, e si tornasse a provar tutti i malanni compagni delle guerre civili. Domiziano stesso, temendo che quest’incendio si potesse maggiormente dilatare, determinò di portarsi in persona contra di lui, ed avea già in ordine l’armata. Ciò che recava maggiore spavento, era il sapersi che Lucio Antonio s’era collegato coi Germani, e questi doveano rinforzarlo con un potente esercito. Ma che? Lucio[p. 350] Massimo, che il Tillemont fondatamente congettura essere lo stesso che Lucio Appio Norbano Massimo, il qual forse governava allora la bassa Germania, o pure una parte della Gallia vicina, senza aspettare alcun de’ soccorsi che gli promettea Domiziano, diede battaglia improvvisamente ad esso Lucio Antonio, prima che con lui si unissero i Tedeschi. Volle anche la buona fortuna, che mentre erano alle mani, crescesse così forte il Reno, che non poterono passare i Tedeschi. Rimase sconfitto ed ucciso Antonio, e la sua testa fu inviata a Roma in testimonianza della vittoria: il che risparmiò a Domiziano gl’incomodi di continuar quella spedizione. Plutarco7 e Svetonio8 narrano, che nel giorno stesso, in cui fu data quella battaglia, un’aquila posandosi in Roma sopra una statua di Domiziano, fece delle grida di allegria; e passando tal voce d’uno in altro, nel medesimo giorno si divulgò per tutta Roma, che Lucio Antonio era stato interamente disfatto: ed alcuni giunsero fino a dire di aver veduta la sua testa recisa dal busto. Prese tal piede questa diceria, che gran parte dei magistrati corsero a far de’ sagrifizii in rendimento di grazie. Ma cominciandosi a cercare chi avea portata questa nuova, niuno si trovò, ed ognuno rimase confuso. Domiziano, che era in viaggio, ricevette dipoi i corrieri della vittoria, e si verificò essere la medesima succeduta nel giorno medesimo, in cui se ne sparse in Roma la falsa voce. All’anno presente attribuisce Eusebio9 l’editto di Domiziano contro le vigne10. Trovatosi che v’era stata molta abbondanza di vino, poca di grano, s’immaginò Domiziano, che la troppa quantità delle viti cagion fosse che si trascurasse la coltura delle campagne. Ma Filostrato11

  1. Pagius in Crit. Baron.
  2. Calvisius, Tillemont et alii.
  3. Tacitus in Vita Agricolae.
  4. Sueton. in Domitiano, cap. 9.
  5. Dio., lib. 67.
  6. Martial., lib. 4, Epist. 9.
  7. Plutarchus in P. Aemil.
  8. Sueton. in Domitiano, c. 6.
  9. Euseb. in Chron.
  10. Sueton. in Domitiano, cap. 7.
  11. Philostratus in Vita Apollon., lib. 6.