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Pagina:Annali d'Italia, Vol. 1.djvu/197

333 ANNALI D'ITALIA, ANNO LXXXV. 334

questo gran campione, assai persuaso che il suo solo nome avesse da sbigottire que’ popoli; e forse fu allora, che, per quanto abbiam da Frontino1, egli mostrò di portarsi nelle Gallie, ad oggetto unicamente di fare il censo di quelle provincie. Ma giunto colà, all’improvviso passò coll’esercito il Reno, e a bandiere spiegate andò contro ai Catti. Se volessimo credere agli adulatori poeti, uno de’ quali era allora Publio Stazio Papinio2, egli domò la fierezza di quei barbari e mise in pace i vicini. Ma non si sa ch’egli desse loro battaglia alcuna; e probabilmente altro non fece che ridurli ad un trattato di pace, con rovinar intanto i popoli suoi sudditi di là dal Reno. Contuttociò, come s’egli avesse compiuta una segnalata impresa, sparse voce di vittorie riportate; e tutto gonfio del suo mirabil valore se ne tornò a Roma per goder del trionfo, che il senato sulla di lui parola gli accordò. Nelle medaglie di quest’anno si truova più volte coniato il tipo della vittoria, segno di questi pretesi vantaggi nella guerra germanica, per cui cominciò egli ad usare il titolo di Germanico, e si fece proclamar imperadore sino alla nona volta. Può nondimeno essere, che contribuissero alla gloria di Domiziano anche le prodezze di Giulio Agricola nella Bretagna; imperciocchè, per quanto si può conghietturare3, nell’anno presente quel saggio uffiziale sottopose al romano imperio le isole Orcadi, ed altri paesi in quelle parti. Di questi felici successi diede egli di mano in mano avviso a Domiziano. Qual ricompensa ne ricavasse, lo diremo all’anno seguente.


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Anno di Cristo LXXXV. Indizione XIII.
Anacleto papa 4.
Domiziano imperadore 5.


Consoli


Flavio Domiziano Augusto per l’undecima volta, e Tito Aurelio Fulvo, o Fulvio.


Questo Tito Aurelio console per attestato di Capitolino4, fu avolo paterno di Antonino Pio Augusto. Che solamente nell’anno presente Domiziano solennizzasse il suo trionfo per aver ridotti a dovere i popoli Catti, si può facilmente dedurlo dalle monete o medaglie d’allora5, nelle quali ancora con isfacciata adulazione si legge GERMANIA CAPTA, quasichè a questo bravo imperadore, il qual forse neppure fu a fronte de’ nemici, riuscito fosse di conquistar l’intera Germania. Però da lì innanzi egli costumò di andare al senato in abito trionfale. Son di parere alcuni6, ch’egli nello stesso tempo trionfasse dei Quadi, Daci, Geli e Sarmati. Ma, per quanto sembra indicare Svetonio7, diverse furono quelle guerre, diversi i trionfi. Egli spontaneamente fece la prima spedizione contro ai Catti; e l’altre per necessità. Però ne parleremo andando innanzi. L’avviso delle vittorie riportate da Agricola fu ricevuto da Domiziano con singolare allegrezza in apparenza8; perchè internamente gli rodeva il cuore, che vi fosse altra persona, che lui, creduta valorosa, e da invidioso riputava perdita sua le glorie altrui. Perciò, quantunque, per coprire lo scontento suo, gli facesse decretar dal senato gli ornamenti trionfali, una statua e gli altri onori, de’ quali fosse capace una privata persona, dappoichè si riserbavano ai soli imperadori i trionfi: pure determinò di richiamarlo a Roma, indorando questa pillola, col far correr voce di volergli

  1. Frontin., in Stratagem. lib. I, cap. 1.
  2. Stat., in Sylv., l. I, c. 1.
  3. Tac., in vita Agric., c. 38 et seq.
  4. Julius Capitolinus, in Antonino Pio.
  5. Mediobarb., in Numism. imperator.
  6. Blanchinius ad Anastas.
  7. Sueton., in Domitiano, cap. 6.
  8. Tacitus, in Vita Agricolae, cap. 39 et seq.