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il sacrifizio 195

ed anch’egli l’amava pazzamente. Si scrivevano; ma Caterina, da brava figliola, gli aveva detto:

— Domandami a papà, altrimenti io non posso più corrisponderti.

E Gonario l’aveva chiesta a Sebastiano, prima di tutti.

— Sebastiano ha detto di no, — seguitò la fanciulla, — ha detto che non l’avrebbero accettato a verun costo! Perchè? Io non lo so. È perchè lo odia, lui; non l’ha mai potuto vedere; e odiandolo, odia anche me.... Altrimenti perchè rifiutarlo?

— Non sa nulla! — pensò Anna, convinta più che altro, dall’accento di Caterina.

— Ora mi ha scritto che bisogna attendere il mio ventun anno per fare la mia volontà. Egli ne muore dal dispiacere, ma dice che non vuol recare disturbi in casa perchè ci ama troppo. E Sebastiano è capace d’ogni cosa.

— Lo teme! — esclamò fra sè Anna con leggiero disprezzo, pensando tuttavia alla prudenza dell’avvocato Rosa.

— Ma io.... io!... — gridò Caterina.