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le nozze 125

tutti come in una allucinazione. Vedeva arrivare i doni e le visite attraverso una nebbia. Caterina, Lucia, Anna, la madre, il padre, i fratelli, tutti affaccendati e sorridenti, le parevano diversi dai cari ch’ella aveva fino a quel giorno amato.

Eppure le piccole noje a cui dovevano sottomettersi le stavano ben impresse nella mente, con una intensità quasi dolorosa. Sentiva per riflesso tutta la fatica e la stanchezza delle sorelle e della madre, e desiderava di toglier loro, presto, il disturbo.

Così con queste disposizioni d’animo, fece la confessione, si comunicò, e fece le visite che servivano nello stesso tempo per congedo e per invito alle nozze. Ma da per tutto si mostrò fredda, quasi automatica, e per ciò la si accusò di alterigia, e non tutti gli invitati parteciparono alle nozze.

Il sabato santo e tutto il giorno di Pasqua una strana processione di donne sfilò nella via dei Velèna, fermandosi alla loro porta. Erano donne che recavano alla sposa i presenti delle famiglie amiche e dei parenti: cestini pieni di