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prefazione xi

danno. Vivono in Sardegna, l’isola che ha attraversato i secoli gloriosa, ma non sempre felice: e a cui noi Italiani abbiamo tuttora grandi obblighi. Non è detto che la Sardegna sia il luogo delle novelle: ma è fatto sentire. E la scrittrice non l’ha scelto, ma l’ha trovato; poich’Ella è Sarda, gentile Deledda, e ama il suo luogo natio, e com’è in rima del suo pensiero, vorrebbe vederlo in cima del cuore degl’Italiani, con prove d’affetto sincere ed efficaci. E quivi giovine tuttora, s’è addetta agli studii, dai quali ci distilla negli animi il sentimento del bello, del bene e del vero, come da questo ne nasce e si è nutrito il desiderio. A questa trinità Ella crede; e bisogna che ci si creda se non si vuol desolata la vita, e priva di significato e di meta, di armonia, di speranza. Il che molti — e anche, ahimè, molte — non intendono o non vogliono intendere oggi; e si pentono troppo tardi di non averlo inteso, nell’aridità dello spirito, che gli emunge e gli affatica. Lascia la sua novella una impressione dolce e buona. Par questo di nessun valore agli