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28 ITALIA ARTISTICA


l’austero Catone, avversario di ogni raffinatezza ellenistica, innalzò nuovi edifizi, pubblicò editti per la regolarità delle vie e fece abbattere quelle case che rompevano l’armonia di una strada o che sporgevano troppo sopra di essa.

Così, anche l’architettura cominciò a trasformarsi. Alla fine della repubblica abbiamo di già vari edifici importanti. Il Foro, pur rimanendo il centro della vita romana, cominciava a popolarsi di nuove basiliche e di nuovi templi. Una strada ponte fabbicio. (Fot. I. I. d’Arti Grafiche). lastricata con glossi riquadri di lava, lo percorreva in tutta la sua lunghezza e questa strada — che i recenti scavi ci hanno determinato nella sua forma originaria — era la via sacra dei trionfatori che dal tempietto di Strenia — posto nel lato meridionale del Foro — conduceva fino all’Arce Capitolina. Ai due lati di essa si allineavano gli edifici pubblici: la Regia, dove fino al tempo di Augusto risiedevano i Pontefici Massimi e dove si conservavano gli archivi e i documenti del supremo ordine sacerdotale: l’atrio e il tempio di Vesta dove si custodiva il fuoco sacro, l’edicola e la fontana di Giuturna, i rostri, la Curia e la Basilica Emilia. Disgraziatamente molti di questi monumenti furono distrutti dal fuoco e riedificati in epoca successiva,