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122 ITALIA ARTISTICA


sotto la gola. I capelli erano stretti intorno alla testa da una benda di lana bianca (infula) tenuta stretta da due nastri (vitta). La rottura dei voto di castità era punita con il seppellimento da vive e Valerio Massimo (VIII. I) ci fa sapere che le accusate dovevano portare uno staccio pieno d’acqua del Tevere al Tempio per dimostrare — se l’acqua non cadesse — la loro purezza. Esse vivevano in comunità, sotto l’amministrazione di una vestalis maxima, specie di badessa scelta fra le più meritorie del collegio, nell’edificio sontuoso posto fra le falde del Palatino e la fontana di tempio di minerva medica.(Fot. I. I. d’Arti Grafiche). Giuturna, intorno al piccolo tempio rotondo dove era custodita la fiamma sacra di Roma.

Preservato sempre a traverso le molte vicende della città, l’Atrium vestae fu finalmente distrutto sotto il regno di Commodo dal grande incendio del 191 e il Palladio, salvato a stento dalle fiamme, fu in quella occasione trasportato sul Palatino e veduto per la prima volta dal popolo romano.

Ed ecco che trenta anni dopo uno spirito femminile che rimane per noi il mistero di quel periodo fortunoso, vuole ricostruito il tempio, adornato il palazzo con più grande magnificenza, riorganizzato il culto della dea Vesta e il collegio di quelle