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capitolo xi. 109

prima di tre mila pedoni de’ più vili: a questi fu comandato che andassero contra i nemici. La seconda tenne il Meschino per sè, e furono cinquanta elefanti, e quindi trecento a cavallo e tremila pedoni. La terza con cinquanta elefanti e novemila pedoni, settemila de’ quali venivano dall’isola Blombana rimasero per Cariscopo. Ed avendo fatte queste tre schiere, disse il Meschino a Cariscopo: «I nostri nemici paiono mal ordinati; però come io sarò nella battaglia colla mia schiera e cogli elefanti, tu dividerai la tua in due corpi, e percuoterai da ogni lato. Assalito che tu avrai il nemico, manderai da un cavaliere per quelli della città che si muovano col fuoco». Fatto poscia bandire per tutto l’oste, che a pena della vita non si togliesse alcuno de’ nemici per prigione, infinchè di loro non si vedesse bandiera alta, fece muovere que’ tremila, i quali andarono verso i nemici a passo a passo, conciossiachè non avessero ancora potuto sapere come i nemici fossero ordinati.

Già era l’ora di terza quando la battaglia cominciò. Il Meschino andò colla scorta avanti per veder che gente erano i nemici, e li vide mal ordinati, ed in tutto stimandoli fra i quaranta mila. Tornato alle sue schiere, confortolli alla battaglia, e mise cinquanta elefanti e pedoni contro pedoni, e mandò elefanti contro elefanti, ed egli con que’ trecento a cavallo si mise fra pedoni, facendo molto strazio de’ nemici che erano mal ordinati. I suoi cavalli li uccidevano come pecore senza pastori assalite da lupi. Tutta la prima schiera mise il Meschino in fuga, e sarebbero stati rotti se non fossero stati gli altri elefanti che accorsero in lor soccorso. Il Meschino mandò tosto a dire a Cariscopo che si movesse coll’ordine dato, il quale così fece. Per cui i nemici da due parti furono assaliti, ed egli co’ suoi trecento a cavallo si mise in mezzo de’ loro pedoni, e tanta paura fu in loro per esser da tre parti combattuti, che niuna resistenza poterono fare più oltre. Era maggior fatica al Meschino ed a’ suoi il correre fra tanti luoghi, che il sostenere la stessa battaglia, e fu poi in tanto pericolo, perchè gli elefanti de’ nemici con certe genti a cavallo si mettevano intorno agli elefanti della città, da cui non avrebbe campato se i cittadini non giungevano col fuoco già detto, ed avessero dato a’ suoi aiuto e forza, assalendo quegli elefanti colle facelle accese, come era stato ordinato, e lanciandole negli elefanti, i quali sentendo il fuoco si volsero a fug-