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92 amleto
RE.
Oh, Laerte, egli è demente.
REGINA.
Perdonategli per amor di Dio.
AMLETO.
Su, dimmi quel che farai. Vuoi tu piangere? Vuoi combattere? Vuoi morire di stenti?1 Vuoi sbranarti colle tue mani? Vuoi inghiottire assenzio o mangiare un serpe?2 Io pure lo farò. — Vieni tu qui solo per gemere? Per isfidarmi avventandoti nella sua fossa? Fatti seppellir vivo con lei, io pure subirò fato uguale; e se parli di monti fa che gettino su di noi milioni di jugeri di terra, finché la testa della nostra piramide vada a bruciarsi nella zona ardente, e in paragone di lei l’Ossa non sia più che un atomo!3 Se irrompi in impeti forsennati, la mia furia eguaglierà la tua.
REGINA.
Questa è mera follia; egli sarà in preda al delirio per un po’ di tempo, poi diverrà placido come la colomba quando dati in luce i suoi piccoli, immobile e in silenzio li riguarda.4
AMLETO.
Udite. signore. Qual è il motivo per cui adoperate meco così? Io vi ho sempre amato. Ma non vale. Ercole stesso faccia l’estremo di sua possa, il gatto miagolerà e il cane avrà il suo giorno. (Esce.)
RE.
Ve ne prego, buon Orazio, assistetelo. (Orazio esce.) Voi (a Laerte) pazientate, pensando a quello che dicemmo jeri sera. Ora provvederemo al bisogno. — Cara Gertrude, fate invigilare vostro figlio. — Questa tomba avrà un monumento durevole, in breve rivedremo giorni sereni; finché non siano venuti, adoperiamo pazienza. (Escono.)


SCENA II


Una sala della reggia


Entrano Amleto e Orazio.


AMLETO.
Basta così, amico: ora passiamo ad altro. Voi rammentate tutte le circostanze?
ORAZIO.
Rammentarle, mio principe?
AMLETO.
Vi era nel mio petto una specie di battaglia che non mi dava tregua: e sembravami di star peggio di
  1. In fame.
  2. Vuoi bere l’Esil? mangiare un coccodrillo? Esil voce usata comunemente per significare l’aceto o una bevanda acida. Alcuni pensarono anche che Amleto potesse accennare all’Isel o izel, ramo del Reno il più vicino alla Danimarca. Allora si sarebbe dovuto tradurre: vuoi bere un fiume? (b’Izel) ecc.
  3. Porro
  4. Leva