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atto quinto 89
AMLETO.
Perchè?
PRIMO BECCHINO.
La cosa passerà inosservata; in quel paese tutti gli uomini sono dementi come lui.
AMLETO.
E come impazzì?
PRIMO BECCHINO.
In modo molto strano, e’ dicono.
AMLETO.
Come strano?
PRIMO BECCHINO.
Affè, per avere perduto la ragione
AMLETO.
In qual luogo?1
PRIMO BECCHINO.
Qui, in Danimarca, dove da ragazzo e da uomo sono stato becchino in questi trent’anni.
AMLETO.
Quanto tempo rimane sepolto un uomo prima di corrompersi?
PRIMO BECCHINO.
Affè se non è corrotto innanzi di morire (imperocchè, ai tempi che corrono, abbiamo molti cadaveri impestati che ci cadono a brani fra le mani) durerà otto o nove anni; un conciapelli durerà certo nove anni.
AMLETO.
Perchè egli più di un altro?
PRIMO BECCHINO.
Oh, signore, egli è che la sua pelle si è così conciata col mestiere, che rimane per molto tempo impermeabile;2 e l’acqua è una gran corroditrice dei cadaveri.3 — Guardate questo cranio; questo cranio è stato sepolto ventitrè anni.
AMLETO.
A chi appartenne?
PRIMO BECCHINO.
Al più bizzarro spirito di questo mondo;4 chi credete che fosse?
AMLETO.
Affè non saprei
PRIMO BECCHINO.
Il malanno lo colga per le sue mattie. Oh che, non mi versò egli un dì un fiasco di vin del Reno sulla nuca? Questo cranio, signore, questo cranio era il cranio di Yorick. il buffone del re.
AMLETO.: Questo?
PRIMO BECCHINO.
Questo.
AMLETO.
Lascia ch’io lo vegga! Oimè, povero Yorik! — Lo conobbi, Orazio; un uomo di inesausta vena per le facezie, una famosa fantasia; mi ha portato in braccio le mille volte: ed ora mi fa orrore! e mi si chiude la gola. — Qui stavano quelle labbra che ho baciate chi sa quante volte. Dove sono adesso le tue beffe? i tuoi versacci? le tue canzoni? le tue follie che provocavano tante risa dai convitati? Neppur più un ghigno per isbertare questo tuo ceffo? Scarno, interamente scarno?...
  1. Altro giuco sulla parola ground che può dire tanto. E per qual motivo? Oppure in quel luogo, terreno? ecc.
  2. Tien lontana l’acqua.
  3. Delle carogne. Cadavere figlio di... donna di mal affare.
  4. Era di un matto figlio di... (Vedi la precedente nota.)