Apri il menu principale
84 amleto

velenata, il nostro fine sarebbe pur sempre conseguito (Entra la regina.) Ebbene, dolce regina?

REGINA.
Una sventura incalza l’altra, così dappresso si seguono. — Laerte, vostra sorella è spenta.1
LAERTE.
Spenta! Oh come?2
REGINA.
Sulle sponde del vicino fiumicello sorge un salice che specchia le sue pallide foglie nel cristallo dell’onda. Ella era andata là, recando con sè fantastiche ghirlande di ranuncoli, di ortiche, di margherite e di quei lunghi fiori che le nostre donzelle chiamano diti di estinti.3 Nel momento in cui cercava di appendere la sua selvaggia corona alle fronde piegate, l’invidioso ramo a cui appoggiava il piede, si ruppe, e tutti i suoi trofei di verzura caddero con lei nell’onda.4 Le sue vesti aprendosele intorno lo sostennero per qualche tempo sulle acque come una sirena; e allora ella cominciò a cantare squarci di mitiche canzoni, come se non avesse conosciuto il pericolo che correva, o come se fosse nata in quell’elemento, ma lo cosa non poteva gran pezza durare; in breve le sue vesti inzuppate dall’onda bevuta interruppero il canto melodioso, a trascinarono l’infelice in fondo alle acque, dove è spirata.
LAERTE.
Oimè, ella più non è?
REGINA.
Non più.5
LAERTE.
Povera Ofelia, vorrei raffrenare le lagrime, ma vani sforzi; la natura fa sentire i suoi diritti, e poco le cale che l’uomo arrossisca della sua debolezza. Allorchè queste lagrime saran versate, nulla più resterà in me di femminile. Addio, signore! Avrei parole di fuoco da preferire se questi pianti insensati non lo soffocassero.6 (Esce.)
RE.
Seguitiamolo, Gertrude: quanta pena ho avuta a frenare il suo furore! Ora io temo che questo incentivo lo faccia dl nuovo prorompere. Perciò seguitiamolo. (Escono.)




  1. Annegata.
  2. Annegata! Oh, dove?
  3. «E di quei lunghi fiori rossi, ai quali i nostri pastori licenziosi danno un nome turpe, ma che le nostre caste donzelle chiamano diti d’uomini estinti.»
  4. Piangente.
  5. Annegata, annegata.
  6. «Tropp’acqua hai già, povera Ofelia, onde rafferrò le mie lagrime. Vani sforzi ecc.» interpolazione forse, come altre che siam venuti notando, di qualche amanuense.