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atto quarto. 82

mento della volontà, perchè tale volontà cambia presto e va soggetta a tanti ostacoli e indugi, quante sono le mani, le lingue e i casi che si frappongono, onde poi il nostro concetto si solve in un profondo sospiro, che, anche sollevandoci ci logora. Ma veniamo al nodo.1 — Amleto ritorna. Che vorreste fare per provare meglio che con parole che siete veracemente il figliuolo di vostro padre?

LAERTE.
Ucciderlo anche nel tempio.2
RE.
In effetto nessun luogo dovrebbe essere un santuario per l’omicida, nè alla vendetta dovrebbero essere ripari. Ma, buon Laerte, volete seguire il mio consiglio? Rimanetevi chiuso in casa. Amleto tornando saprà che siete qui. Noi lo faremo circondare da persone che esalteranno la vostra superiorità nelle armi, e insisteranno sulle lodi del Francese; vi spingeremo a schermire insieme e scommetteremo tenendo dalla vostra parte. Conosco Amleto, egli a nulla bada; generoso, incapace di diffidenze, non guarderà alle armi, onde vi sarà facile con un po’ di sagacità di scegliere una spada non ispuntata, e con un colpo ben diretto restituirgli quello che diede a vostro padre.
LAERTE.
Cosi farò, e con tale intento avvelenerò la spada. Comprai da un cerretano droga sì micidiale, che per poco che vi si immerga la punta di un ferro, e che con quella punta si scalfisca la pelle, non è balsamo tanto prezioso (e fosse pur composto delle piante più salutari che germogliano sotto la luna) che possa salvare da morte colui che ne fu tocco. Bagnerò la punta della mia lama in quella sostanza venefica, onde la ferita più leggiera riesca mortale.
RE.
Maturiamo bene ciò, combiniamo il modo e il tempo più propizi alla attuazione del disegno; se questo dovesse fallire, e il nostro intento venisse in chiaro per La nostra inettitudine, meglio sarebbe non tentar nulla. È mestieri dunque che questa prima combinazione sia fiancheggiata da una seconda, che ne faccia le veci, caso che la prima dovesse mancare. — Aspettate... lasciate che rifletta... noi faremo delle grandi scommesse per entrambi voi... ah si, è questo. — Allorchè nel bollore della tenzone sarete infiammati e assetati... e per addivenire a ciò non date tregua al vostro avversario... egli chiederà da bere, e io gli farò presentare una coppa preparata a ciò, alla quale purchè appressi le labbra, se anche dovesse sottrarsi alla vostra lama av-
  1. Al vivo dell’ulcera
  2. Tagliargli la gola anche in chiesa