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ORAZIO (legge).
«Orazio, quando avrai letto queste righe, da modo ai latori di presentarsi al re; hanno lettere per lui. Eravamo in mare da due giorni appena, quando un pirata di aspetto formidabile cominciò a darne la caccia; più deboli di lui di vele abbiam fatto di necessità virtù e siam venuti alle mani. All’arrembaggio mi slanciai sul ponte degli aggressori, ma in quel momento la loro nave si sciolse dalla nostra e rimasi loro solo prigioniero. Adoprarono con me come ladri benigni; ma sapevano quel che facevano, e contavano su un pingue riscatto. Fa trasmettere al re la lettera che gli invio, poi vieni a raggiungermi con tutta la sollecitudine che porresti a sottrarti dalla morte. Debbo dire parole al tuo orecchio che ti faranno ammutolire e che non dimeno sono troppo leggiere per la gravità delle cose che portano. Questi buoni marinai ti condurranno dove io sto. - Rosencrantz e Guildenstern continuano il loro viaggio per l’Inghilterra; di essi a lungo dirò. Addio. Quello che sai tuo Amleto.»

Venire, vi sarò modo di consegnare le vostre lettere; spicciatevi il più presto che potete per condurmi poscia da quegli che ve le diede. (Escono.)


SCENA VII


Altra stanza nella stessa.


Entra il Re e Laerte.


RE.
Ora la vostra coscienza deve sdebitarmi, e dovete vedere in me un amico sincero. Ora voi sapete che l’uccisore del vostro nobile padre insidiava anche la mia vita.
LAERTE.
La cosa appare tale. — Ma ditemi perché dopo atti sì rei, non ne perseguitaste l’autore, come la vostro salvezza, la vostra dignità, la prudenza vi consigliavano di fare?
RE.
Oh per due motivi speciali, che a voi forse potranno sembrar futili, ma che sono fortissimi per me. La regina sua madre lo adora, ed io (ignoro se sia una virtù o una maledizione), io vivo tanto della sua vita, che, simile all’astro che non si muove che nella propria sfera, nulla potrei fare al di fuori di lei. L’altro motivo che mi impedisce di sollevare contro di lui un’accusa pubblica è il grande affetto che gli porta il popolo, il quale lo assolve di tutti i suoi falli, e simile a quelle scaturigini, che mutano il legno in pietre, convertirebbe i suoi ceppi in titoli di gloria. I miei dardi son troppo leggieri contro vento sì forte, e anzichè andare a colpire il bersaglio tornerebbero all’arco che li avrebbe scoccati?