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atto terzo. 57
guono vie così contrarie, che noi vediamo sempre abbattuti i nostri disegni. Le nostre determinazioni ci appartengono, non così la loro attuazione. Tu sei ora ferma a non volere un secondo sposo, ma muoja il primo, e la tua risoluzione del pari morrà.»
COMM. REGINA.
«La terra mi rifiuti il suo nutrimento, il cielo la sua luce; il riposo e i diletti si allontanino da me giorno e notte; le mie speranze cangino a disperazione; la prigione o il pasto di un anacoreta mi siano riserbati: tutte le sventure che fanno impallidire la fronte della gioja assalgano quello ch’io potrei desiderare e l'annientino; un flagello incessante mi persegua in questo e nell'altro mondo, se rimasta vedova potessi mai più divenir sposa!»
AMLETO (A Ofelia).
Oh se dovesse infrangere tal voto...
COMM. RE.
«Il giuramento è solenne. Amore, lasciami qui per un poco; la mia mente si aggrava, e volentieri ingannerei le noje del dì con un breve sonno.» (Si addormenta.)
COMM. REGINA.
«Il sonno vi rinfranchi la mente, nè mai la sventura venga a separarci!» (Esce.)
AMLETO.
Signora, come vi piace questo dramma?
REGINA.
La dama promette troppo, mi sembra.
AMLETO.
Ohi ma terrà parola.
RE.
Conoscete l'argomento? Vi è nulla che possa offendere?
AMLETO.
No, no, e’ cellano, è un veleno da burla; non v’è un male al mondo.
RE.
Come si intitola questo dramma?
AMLETO.
La trappola del sorcio. Come, come? Per metafora. In questo dramma si rappresenta un’uccisione commessa a Vienna; il nome del duca è Gonzago; sua moglie si chiama Baptista; vedrete fra poco; è un terribile lavoro. Ma che perciò? Vostra Maestà e noi, che abbiamo l’anima netta, siamo a questo indifferenti. I ribaldi tremino, noi sorridiamo.1 (Entra Luciano.) Questi è un certo Luciano, nipote del re.
OFELIA.
Voi siete un buon coro, principe.
AMLETO.
Potrei farmi interprete fra voi e il vostro amante se vedessi i movimenti dei due fantoccini.
OFELIA.
Siete pungente, signore, siete pungente.
AMLETO.
Vi costerebbe un gemito l’impotenza a cui vorreste ridurmi.
OFELIA.
Sempre meglio, e peggio.
AMLETO.
E con progressione consimile dovete voi pure eleggere i mariti. — Comincia, micidiale; lascia le tue
  1. La rozza scorticata si accasci, i nostri garretti sono illesi