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atto terzo. 53

mercede della sua genuflessione. Mi odi tu? Dacchè la mia anima ha avuto potenza di scegliere e ha saputo distinguere gli uomini, ella ti ha eletto e vergato col suo suggello perchè fossi di lei, avveguachè sii tale, che indifferente ai dolori, sapesti sostenere con viso uguale i rabbuffi e i doni della sorte. Felici coloro, in cui la ragione e lo passioni si contemperano cosi armoniosamente, che non sono fra le mani della fortuna uno strumento che manda tutti i suoui che a lei piace. Datemi un uomo che non sia schiavo delle passioni, e lo porterò nel fondo del mio cuore, come faccio di te. — Basta di ciò. — Si rappresenta un dramma questa sera dinanzi al re; vi è una scena che riproduce molte delle circostanze che ti ho esposte sulla morte di mio padre. Ti prego, allorchè vedrai quell’atto, osserva mio zio con tutta la vigilanza della mia anima;1 se ad un certo discorso il suo delitto occulto non si manifesta, infernale fu lo spirito che abbiamo veduto, e le mie lucubrazioni sono nere come l’incudine di Vulcano. Indagalo attento, che io ribadirò i miei occhi al suo viso, e dopo riuniremo i nostri giudizi per sapere a che attenerci sulle sue apparenze.

ORAZIO.
Cosi farò, signore; e se durante la rappresentaizione ei nulla mi ruba e si sottrae alla scoperta, pagherò il furto.
AMLETO.
Vengono allo spettacolo; debbo farla da smemorato; cercatevi un luogo.


Entrano il Re, la Regina, Polonio, Ofelia, Rosencrantz, Guildenstern, ed altri del seguito, guardie con fanali, ecc.. Mrarcia Danese. Squillo di trombe.


RE.
Come sta il nostro cugino Amleto?
AMLETO.
Benissimo, in fede; vivo del cibo del camaleonte, mangio l'aria condita di speranza. Voi non potete alimentar cosi i capponi.
RE.
Non ho nulla a fare con una tal risposta; queste parole non son per me.
AMLETO.
No, né per me. — E voi, signore, (a Polonio) voi dite che recitaste una volta all’Università?
POLONIO.
Si, principe; e fui stimato un buon attore.
AMLETO.
E che parte recitaste?
  1. Nell’edizione in quarto sl legge della tua anima. Ma Amleto avendo esposto ad Orazio le circostanze della morte di suo padre e datogli a conoscere i suoi sospeti, lo prega ad osservare suo zio colla vigilanza che tali sospetti hanno in lui generata. Riferirsi alla sua vigilanza (di Orazio) sarebbe un luogo comune.