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momento non mi sentissi quattro piccole mani sulle spalle e due voci leggiere negli orecchi, che mi domandano: — Ebbene, che cosa fai qui? A che cosa pensi? — A che cosa penso! Come ve lo posso dire? Penso a queste montagne che han visto tante cose, a questo angolo d’Italia dove si è tanto sofferto e combattuto, e ch’io vorrei far conoscere e amare da tutti, e che un giorno potreste esser chiamati a difendere, anche voi due, miei cari figliuoli. Voi non capite ancora queste cose; ma io scriverò un libro nel quale ci sarà tutto, perchè lo leggiate poi fra molti anni, in faccia alle Alpi; e lo intitolerò Alle porte d’Italia. — E provo un grande piacere allora a udir gridare quelle quattro parole da quelle due voci infantili, con un accento in cui si sente quasi un primo fremito inconsapevole del più grande degli affetti; e m’immagino tutta la loro generazione che le ripeta insieme a una voce, in un giorno di pericolo, dei milioni di voci confuse in un grido amoroso e tremendo, il quale passi sopra la patria come il soffio percursore della vittoria.



FINE.