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54 la divina commedia

CANTO XIII

     Non era ancor di lá Nesso arrivato,
quando noi ci mettemmo per un bosco
3che da nessun sentiero era segnato.
     Non fronda verde, ma di color fosco;
non rami schietti, ma nodosi e’nvolti;
6non pomi v’eran, ma stecchi con tosco:
     non han si aspri sterpi né si folti
quelle fiere selvagge che in odio hanno,
9tra Cècina e Corneto, i luoghi colti.
     Quivi le brutte Arpie lor nidi fanno,
che cacciar de le Strofade i Troiani
12con tristo annunzio di futuro danno.
     Ali hanno late, e colli e visi umani,
piè con artigli, e pennuto il gran ventre;
15fanno lamenti in su li alberi strani.
     E ’l buon maestro «Prima che piú entre,
sappi che se’ nel secondo girone,»
18mi cominciò a dire «e sarai, mentre
     che tu verrai ne l’orribil sabbione:
però riguarda ben; si vederai
21cose che torrien fede al mio sermone».
     Io sentia d’ogni parte trarre guai,
e non vedea persona che ’l facesse;
24per ch’io tutto smarrito m’arrestai.
     Io credo che ei credette ch’i’credesse
che tante voci uscisser tra quei bronchi
27da gente che per noi si nascondesse.