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34 Il diavolo nella mia libreria ::


nera della concimaia coprirsi di bianco per i cestoni di carte che il contadino e la donna di casa vi buttavano ridendo, io pensai: «Ecco il caso di dire, come è scritto sui cimiteri, resurgentt, rinasceranno. Rinasceranno in piante». E dissi al contadino di affondare con la forca tutto quel bianco giù nella concimaia.

Dai libri così rimasti, e con i quali avevo coperto tutta una parete, come ho detto riuscii a levarne fuori un centinaio circa, che rispondevavo alla intenzione dell’antiquario di Milano.

E poi mi diedi a ripassarli e a leggerli così a caso, pigliandone una mezza dozzina per volta; e in questa faccenda sono durato assai tempo.

Che strani effetti! La mia anima reagiva a quelle letture in modo così buffo che io mi sarei divertito se non si fosse trattato di me stesso. Perchè io soffrivo.

Una notte, per esempio, dopo una lunga lettura, appena spento il lume, mi sognai che la corriera dell’umanità andava pure avanti; e che io ero rimasto a terra, e per