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Memorie di giovinezza.

Fin da quando io ero giovinetto e leggevo l’Ebreo Errante del Sue, provavo un'ammirazione mescolata a terrore per i gesuiti. E quanto più leggevo, o mi dicevano che i gesuiti erano autori dei più grandi misfatti, ma che era impossibile recarne una prova, tanto più li ammiravo. E quando mi dicevano: «quello è un gesuita, lo guardavo come un essere soprannaturale. Avrei voluto avvicinare qualche gesuita, e domandare: «è vero che lei?..»

Un giorno mi avvenne di conoscerne uno... o quasi; ed è stato così. Avevo allora circa venti anni: lottavo all’Università con la filologia comparata, a casa col desinare, che