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124 Il diavolo nella mia libreria ::


merletto del Settecento; uno sdraiato su una bella poltrona, esponeva scarpette assai profilate; uno ostentava un fazzoletto ricamato da cui esalava profumo; uno stendeva la mano bianca al calore di una stufa. Oltre alla stufa, c^era la macchina del telefono, con cui l’uomo comunica con gli uomini lontani: nel cielo volava un aereoplano; nella via sottostante correvano i tram, perchè in quel giorno non era sciopero. Ma uomini e cose mi si confondevano cosi dolorosamente insieme che mi pareva di essere ammalato.

Vedevo come due quadri: in uno Fuomo raffinato, con tutte le macchine della civiltà a portata della sua mano bianca. Vedevo nell’altro quadro l’uomo delle antiche fole, che a stento si moveva su le piante dei suoi poveri piedi, tremava di freddo nelle caverne, di paura per le belve.

Rauchi suoni soltanto uscivano dalla bocca dell’uomo primitivo.

In quella sala risonavano eleganti discorsi: