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EPOCA SECONDA. CAP. V 71


l’Eettrìcità, ricco di tante nobilissime di lui [1763] scoperte. Ed al solito accadde qui come mi era accaduto in Geometria, che per effetto di semplice memoria, io mi portava benissimo alle ripetizioni, e riscuoteva dai ripetitori più lode che biasimo. Ed In fatti, in quell’inverno del 1763 lo Zio si propose di farmi un regalucclo; il che non ra’era accaduto mai; e ciò, in premio di quel che gli veniva detto, che io studiava cosi bene. Questo regalo mi fu annunziato tre mesi prima con enfasi profetica dal Servitore Andrea; dicendomi che egli sapeva di buon luogo che lo riceverei poi continuando a portarmi bene; ma non mi venne mai individuato cosa sarebbe.

Questa speranza indeterminata, ed ingrana ditami dalla fantasia, mi riaccese nello studio, e rinforzai molto la mia pappagallesca dottrina. Un giorno finalmente mi fu poi mostrato dal Camerier dello Zio, quel famoso regalo futuro: ed era una spada d’argento non mal lavorata. Me ne invogliai molto dopo averla veduta; e sempre la stava aspettando, parendomi di ben meritarla; ma il dono non venne mai. Per quanto poi intesi, 0 combinai, in appresso, volevano che io la domandassi allo Zio: ma quel mio carattere stesso; che tanti anni prima nella