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EPOCA SECONDA. CAP. IV 61


il giorno, quella di Filosofia,o sia Logica. Ed [1761] eccomi dunque in età di anni tredici scarsi diventato Filosofo; del qual nome io mi gonfiava tanto più, che mi collocava già quasi nella Classe detta dei Grandi; oltre poi il piacevolissimo balocco dell’uscire di casa due volte il giorno; il che poi ci somministrava spesso l’occasione di fare delle scorsarelle per le strade della città così alla sfuggita, fìngendo di uscire di scuola per qualche bisogno.

Benché dunque io mi trovassi il più piccolo di tutti quei Grdi fra’ quali era sceso nella Galleria del secondo Appartamento, quella mia inferiorità di statura di età e di forze mi prestava per l’appunto più animo ed impegno di volermi distinguere. Ed in fatti da prima studiai quanto bisognava per figurare alle ripetizioni che si facevano poi in casa la sera dai nostri Ripetitori accademici. Io rispondeva ai quesiti quanto altri, e anche meglio talvolta: il che dovea essere in me un semplice frutto di memoria, e non d’altro; perchè a dir vero io certamente non intendeva nulla di quella Filosofia pedantesca, insipida per se stessa, ed avviluppata poi nel Latino, col quale mi bisognava tuttavia contrastare, e vincerlo alla meglio a forza di Vocabolario. Di quella Geometria,