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EPOCA ’TERZA. CAP XV. a8* «azione nostra era perciò stata a un di presso 1775. consimile, ma egli dopo uscito di Paggio avea Ma in fin che ondeggia infra i rivai la sorte Trapasserò i miei dì mesti e penosi In vano pianto; e dì dolor non solo Io piangerò, ma.ancor di sdegno, e d’onta. Ma Diomede s’appressa;... il cuor mi palpita. SCENA SECONDA. DIOMEDE, CLEOPATRA, ISMENE. CLEOPATRA. Fedel Diomede, apportator di vita,. 0 di morte mi sei?... cke rintracciasti? Si compì il mio destin?.... parla. DIOMEDE. Regina, 1 cenni tuoi ad adempir n’andava, Quando scendendo alla marina in riva Vidi affollar l’insana plebe al porto; Confuse grida udii, s’eran di pianto, r Di gioja, o di stupor, nulla indagando, V’andai io stesso, e la cagion funesta» Di tal romor, purtroppo a me fu nota. Poche, sdruscite, e fuggitive navi, Miseri avanzi dell’audaci squadre,