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  • 76 VITA DI VITTORIO ALFIERI.

1775. versi, quanti bastino per osservare i lentissimi progressi, e Timpossibilità di scrivere che tutTanto dunque, o rimorsi, è il poter vostro? ^ ISMENE. Se hai pietà di te stessa, i moti affrena D’uu disperato cuor; d’altro non temi. Che non più riveder quel fido amante? Ma ignori anoor, se vincitore, o vinto, Se viva, o no.... CLEOPATRA. E s’ei vivesse ancpra, Con qual fronte, in qual modo, a lui davanti Presentarmi potrò, se l’ho tradito? Della virtù qual è la forza ignota, Se un reo neppur può tollerarne i guardi? ISMENE. No, Regina, non,è sì reo quel core, Che sente ancor rimorsi...., CLEOPATRA. Ah! sì, li sento: E notte, e dì, e accompagnata, e sola, Sieguonmi ovunque, e il lor funesto aspetto Non mi lascia di pace un sol momento. Eppur, gridano invan; neU’alma mia Servir dovranno a più feroci affetti;