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  • 74 VITA DI VITTORIO ALFIERI.
  • 775 ta Tragedia, quale si recitò in Torino a di

Giugno 1775: della quale pure trascriverò, per 710. Vi sono infinite voci, che non son buone, e sempre la ortografia è mancante, e viziosa. Condoni alla mìa naturai ingenuità, e all’interessa: riprendo a ciò che la rìsguarda, il presente avviso. Bisogna saper bene laflìngua in cui si vuole scrivere. Perchè non tiene ella sul tavolino la Ortografia Italiana,/liccio/ volume in ottavo? Perchè non legge prima glf Avvertimenti Gramaticali, che vanno aggiun~ ti? Intanto ella osserverà dalle mie moltepo~ stille, eh? io non ho voluto risparmiarle il tedio delle emendazioni Gramaticali. Sono in Lingua severo, scrupoloso, forse indiscreto. Ma questa volta il sono stato di più, perchè la proprietà della lingua è la sola cosa che manchi al di lei lavoro. Vi sono de’pensieri grandi, degli affetti ben maneggiati, de’ caratteri nohilmerUe sostenuti. Prosieguo con coraggio, ch’è difficile trovare chi scrivendo la prima volta cose tragiche vi sia meglio riuscito. Me ne congratulo seco nell’atto dì ras* segnarmi.. Tutto suo.