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EPOCA TERZA. CAP. XV. *63 bisogno eh* io sentiva in me stesso di frapporre *776 come ostacolo per me infrangibile la vergogna Quella nera passion di gelosia. Non sarebbe geloso, o il fora invano, Se palpasse la fronte con la mano. Anime de’mariti a me insegnate • Per non esser gelose, eh come fate? Ho capito, di ^ià stufi ne siete, Nè sempre invan recalcitrar volete. * Il coniugale amor vien presto a noja, E nel letto sponsal forza è che muoja, £ stuifarsi pur denno ancor gli amanti Di gettare per donna all’aure i pianti. In somma: L’innamorato fa trista figura. Quando di farla buona ei s’assicura. Ognun ride di lui, e n’ha ragione, L’innamorato sempre è un gran beccone. Io finisco col dirvi V amici cari. Voi ch’inghiottite ancor boccon sì aniari. Di spicciarvi al più presto che possiate Delle donne che vosco Strascinate. Io già rider vi ho fatto, e rido adesso Delle donne, di voi, e di me stesso.