Pagina:Alfieri - Tragedie, Siena 1783, II.djvu/12

12 A G A M É N N O N E

Vincer gli fà la non placabil ira,115
E d’Ettorre il valor. Essa di spoglie
Ricondurrallo altero, e pingue in Argo.
Gran tempo nò, non passerà, che avrai
Agamènnone a fianco; ogni tuo sdegno
Spegner saprà ben’Ei: pegni v’avanza120
Del vostro antico amore, Elettra, Oreste;
Pegni a novella pace: al raggiar suo
Dileguarsi, come al sole nebbia,
Basso amor, che per me nel petto or nutri.

Clitennestra.

...M’è cara Elettra, necessario Oreste;...125
Ma, dell’amata Ifigenia morente
Mi suona in cor la flebil voce ancora:
L’odo in lugubri accenti intorno intorno
Gridar: „l’uccisor mio, Madre, tu l’ami?„ —
Non l’amo io, nò... Quanto miglior saresti,130
Benchè straniero, ai non tuoi Figli Padre,
Egisto; ah, sì!

Egisto.

Così potessi io pure