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84 filippo

giá inorridir ciascun... Che fia poi, quando

di Carlo il nome profferir mi udrete?
Leon. L’unico figlio tuo?
Perez  Di che mai reo?...
Filippo Da un figlio ingrato a me la pace è tolta;
quella, che in sen di sua famiglia gode
ciascun di voi, piú assai di me felice.
Clemenza invano adoprai seco, invano
dolce rigore, ed a vicenda caldi
sproni a virtú: sordo agli esempj e ai preghi,
e vie piú sordo alle minacce, all’uno
l’altro delitto, e a’ rei delitti aggiugne
l’insano ardir; sí, ch’oggi ei giunge al colmo
d’ogni piú fero eccesso. Oggi, sí, mentre
non dubbie prove a lui novelle io dava
di mia troppa dolcezza, oggi ei mi dava
d’inaudita empietá l’ultime prove.
Appena l’astro apportator del giorno,
lucido testimon d’ogni opra mia,
gli altri miei regni a rischiarar sen giva,
che giá coll’ombre della notte, amiche
ai traditor, sorgea nel cor di Carlo
altro orribil pensiero. A far vendetta
dei perdonati falli ei muove il piede
ver le mie stanze tacito. La destra
d’un parricida acciaro armarsi egli osa.
A me da tergo ei giá si appressa. Il ferro
giá innalza; entro al paterno inerme fianco
giá quasi il vibra... Ecco, da opposta parte
inaspettatamente uscirne un grido:
«bada, Filippo, bada». Era Rodrigo,
che a me venía. Mi sento a un tempo un moto
come di colpo, che lambendo striscia:
volgo addietro lo sguardo; al pié mi veggo
nudo un ferro; nell’ombra incerta lungi
veggio in rapida fuga andarne il figlio. —