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62 filippo

vo’ il dolor mio; piú libera... Che veggio?

Carlo? Ah! si sfugga: ogni mio detto o sguardo
tradir potriami: oh ciel! sfuggasi.


SCENA SECONDA

Carlo, Isabella.

Carlo  Oh vista! —

Regina, e che? tu pure a me t’involi?
Sfuggi tu pure uno infelice oppresso?
Isab. Prence...
Carlo  Nemica la paterna corte
mi è tutta, il so; l’odio, il livor, la vile
e mal celata invidia, entro ogni volto
qual maraviglia fia se impressa io leggo,
io, mal gradito al mio padre e signore?
Ma tu, non usa a incrudelir; tu nata
sotto men duro cielo, e non per anche
corrotta il core infra quest’aure inique;
sotto sí dolce maestoso aspetto
crederò che nemica anima alberghi
tu di pietade?
Isab.  Il sai, qual vita io tragga,
in queste soglie: di una corte austera
gli usi, per me novelli, ancor di mente
tratto non mi hanno appien quel dolce primo
amor del suol natio, che in noi può tanto.
So le tue pene, e i non mertati oltraggi
che tu sopporti; e duolmene...
Carlo  Ten duole?
Oh gioja! Or ecco, ogni mia cura asperge
di dolce oblio tal detto. E il dolor tuo
divido io pure; e i miei tormenti io spesso
lascio in disparte; e di tua dura sorte
piango; e vorrei...