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atto quarto 367

Pilade  Deh! m’ascolta...

E fia pur ver, che un sol sospetto vano
romper ti faccia or delle genti il dritto?
Egisto Sospetto? In volto la menzogna stavvi,
ed il timor scolpito.
Oreste  In cor scolpito
il rio timor ti sta.
Cliten.  Dite: non vera
potria forse la nuova?...
Pilade  Ah! cosí...
Oreste  Tremi,
tremi tu giá, che il figlio tuo riviva,
novella madre?
Egisto  Oh qual parlar! Si asconde
sotto que’ detti alcun feroce arcano.
Pria che tu n’abbi pena...
Pilade  Oh ciel! deh! m’odi.
Egisto Il ver saprò. Traggansi intanto in duro
carcere orrendo... Ah! non v’ha dubbio; gli empj
son ministri d’Oreste. — Aspri tormenti
si apprestin loro: io stesso udrolli; io stesso
vo’ saper lor disegni. Itene. In breve
certo esser vo’, se è vivo o morto Oreste.


SCENA TERZA

Elettra, Clitennestra, Egisto.

Elet. Oreste a morte? oh ciel, che veggio! O madre,

a morte trar lasci il tuo figlio?
Cliten.  Il figlio?...
Egisto Oreste? in Argo? in mio poter? tra quelli?
Oreste? Oh gioja! Guardie...
Cliten.  Il figlio!
Elet.  Ahi lassa!
Ah! che diss’io?