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libro i - capitolo ix
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altrimenti, potrebbe egli avvenirsi in un qualche fanatico di religione, il quale facesse le veci di un fanatico di libertá; e quelli sono e men rari e piú assai incalzanti che questi. E perché mai sono quelli men rari? Attribuir ciò si dée all’essere il nome di religione in bocca di tutti, e in bocca di pochissimi e in cuore quasi a nessuno il nome di libertá.

Il piú sublime dunque ed il piú utile fanatismo, da cui veramente ne ridonderebbero degli uomini maggiori di quanti ve ne siano stati giammai, sarebbe pur quello che creasse e propagasse una religione ed un dio, che sotto gravissime pene presenti e future comandasse agli uomini di esser liberi. Ma coloro che inspiravano il fanatismo negli altri non erano per lo piú mai fanatici essi stessi; e pur troppo a loro giovava d’inspirarlo per una religione ed un dio, che agli uomini severamente comandassero di essere servi.

Capitolo Nono

Dalle tirannidi antiche paragonate colle moderne.

Le cagioni stesse hanno certamente in ogni tempo e luogo, con picciolissime differenze, prodotto gli stessi effetti. Tutti i popoli corrottissimi hanno soggiaciuto ai tiranni, fra’ quali ve ne sono stati dei pessimi, dei cattivi, dei mezzani e perfino anco dei buoni. Nei moderni tempi i Caligoli, i Neroni, i Dionigi, i Falaridi ecc., rarissimi sono: e se anche vi nascono, assumono costoro fra noi una tutt’altra maschera. Ma meno feroce d’assai è anche il popolo moderno; quindi la ferocia del tiranno sta sempre in proporzione di quella dei sudditi.

Le nostre tirannidi, in oltre, differiscono dalle antiche moltissimo; ancorché di queste e di quelle la milizia sia il nervo, la ragione e la base. Né so che questa differenza ch’io sto per notare sia stata da altri osservata. Quasi tutte le antiche tirannidi, e principalmente la romana imperiale, nacquero e si

V. Alfieri, Opere - iv. 4